Ugo Foscolo: la vita (1778 - 1827)

Un’epoca travagliata

Come ti sarai già accorto osservando le date di nascita e morte, Foscolo vive in un’epoca molto travagliata, scandita da avvenimenti sconvolgenti: rivoluzione francese (1789-1794), età napoleonica (1795-1814), Congresso di Vienna (1815), restaurazione.  Egli vive intensamente questo momento, infiammandosi d’entusiasmo nella fase rivoluzionaria, fremendo di delusione nella fase reazionaria. Perché questo è il primo dato importante da registrare: Foscolo, almeno fino al 1816,  è un intellettuale impegnato, che vive in prima persona, spesso con foga appassionata, gli avvenimenti politici della sua epoca.

Zacinto

Foscolo nasce a Zante (Zacinto), una delle isole Ionie che appartenevano alla Repubblica Veneta.

Egli dimostra un grande affetto per la sua terra natia che rappresenta il mito della felicità primigenia: fra le sue sponde visse gli unici anni felici: gli anni dell’infanzia. Ma Zante è anche il simbolo stesso di ciò che il poeta ama: la bellezza assoluta: l’arte classica, fiorita appunto su quel mare.

 

La madre

Il padre, un medico di famiglia veneziana, muore prematuramente. Anche per questo Foscolo è molto attaccato (talvolta in maniera morbosa) alla madre, una greca dal nome bellissimo: Diamantina Spathis.

La formazione classica

  • (Dopo la morte del padre Foscolo raggiunge la madre e i fratelli a Venezia, dove vivono in povertà).

  • Primi studi a Spalato, poi a Venezia.

  • Solide basi classiche.

  • Il Foscolo adolescente si distingue per la conoscenza e la traduzione di poeti greci e latini.

  • Legge molto anche i moderni.

  • Grazie alla vivacità intellettuale e al fascino personale è ammesso al salotto di Isabella Teotochi Albrizzi (prima di una lunga serie di tempestose passioni).

L’impegno politico

Si appassiona alla filosofia (illuminismo) e alle idee (principi rivoluzionari) francesi. Per questo è malvisto dalle autorità veneziane. Fugge a Bologna. Grande ammiratore di Napoleone (scrive l’ode A Bonaparte Liberatore) si arruola tra i Cacciatori a Cavallo (corpo militare che appoggia l’avanzata napoleonica). Torna a Venezia per partecipare al nuovo governo democratico (è uno dei quattro segretari) sostenuto da Napoleone.
 

Il Trattato di Campoformio

* Il trattato di Campoformio (1797) con cui Napoleone cede Venezia agli austriaci (in cambio di altri territori) segna la prima, grossa delusione politica del Foscolo.

* Abbandona Venezia per Milano.

 

Una vita avventurosa

Difficile, a questo punto, sintetizzare la vita di Foscolo che passa senza soluzioni di continuità fra

 

- continui spostamenti

Foscolo è un’anima irrequieta che non sa (e forse non vuole) trovare un porto tranquillo. Vive a Milano, poi a Bologna, a Genova, a Firenze, in Francia, poi di nuovo a Milano, quindi Firenze, Bologna... ma lo troviamo anche a Brescia, Pavia, Pisa...

Egli si sentirà perennemente in esilio: un esilio sicuramente più psicologico che politico.


- impegni politico-militari

nonostante l’amarezza per l’azione politica di Napoleone, Foscolo si arruola, in diverse riprese, in eserciti francesi (o filo francesi) sia per la voglia di combattere comunque contro l’Austria e i governi reazionari, sia perché spesso non riesce a trovare un impiego stabile. Fra le imprese a cui partecipa ricordiamo:

* campagna contro l’invasione austro-russa del 1799 (due volte ferito),

* preparazione per lo sbarco in Inghilterra (poi fallito) che avviene nel 1804 nella Francia del nord.


- passioni amorose

fra gli altri, l’amore infelice per Teresa Pikler (moglie del Monti), le relazioni con Isabella Roncioni (Firenze), Antonietta Fagnani-Arese (Milano), Quirina Mocenni Magiotti (Firenze)... Foscolo non riesce comunque a trovare affetti stabili, a  costruirsi una famiglia, un porto sicuro dove...


- impegni letterari

fra (o durante) una battaglia e l’altra, un amore e l’altro, un viaggio... Foscolo trova il tempo e la forza di fare ciò per cui si sente più portato: scrivere:


- scrive su giornali (“Il Monitore Italiano” a Milano, il “Genio democratico" e il “Monitore bolognese” a Bologna...);

- scrive poesie;

- scrive, riscrive, rivede un romanzo;

- scrive un poemetto (I Sepolcri);

- scrive tragedie (L’ “Aiace” è rappresentata, con insuccesso, alla Scala);

- scrive traduzioni (dal greco, ma anche dall’inglese...); ecc.


Una vita, quindi,  molto interessante, molto intensa; una vita, per così dire, avventurosa, piena di slanci vitali e di delusioni; di accesi entusiasmi e di irrequiete tristezze; di amicizie intense e di rotture drammatiche; di salotti lussuosi e delle più desolanti ristrettezze economiche...
 

Il ritorno degli austriaci e l’esilio inglese

Una svolta decisiva avviene nel 1813. Sconfitto Napoleone, Foscolo si precipita a Milano per difendere le sorti del Regno Italico in pericolo. Ma arriva l’ennesima delusione: nel 1814 gli austriaci entrano in città.
 

I nuovi padroni gli offrono la direzione della “Biblioteca Italiana”, una rivista culturale.

Ma al momento di giurare fedeltà al governo, lui, che aveva sempre cercato l’indipendenza da ogni pressione politica, si rifiuta di sottomettersi al regime e va in esilio, prima in Svizzera (un anno) e poi in Inghilterra.
 

Qui Foscolo deve rifarsi la vita. Abbandonato progressivamente ogni impegno politico (ebbe rapporti molto difficili con gli altri esuli politici che arrivavano a Londra), cerca di vivere brillantemente grazie a lezioni, traduzioni, pubblicazioni...

Ma il troppo lusso e alcuni affari sbagliati lo riducono in miseria (finirà anche in prigione per debiti). Povero e ammalato, si ritira in un piccolo sobborgo londinese dove muore a soli 49 anni.


(Nel 1871 le sue ossa saranno trasportate a Firenze e sepolte a Santa Croce)

 


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