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Negli anni trenta un maestrino francese rivoluzionò il modo di fare scuola introducendo un torchio per la stampa in classe. Oggi potremmo fare la stessa cosa usando i nuovi torchi digitali. Talvolta gli spiriti liberi, anche se soli ed osteggiati, possono cambiare uno scampolo di mondo e anticipare gli eventi. Negli anni trenta, un maestrino francese pallido e nemmeno troppo in salute, si mise in testa di cambiare la scuola. E lo fece in modo provocatorio trasformando la classe in una stamperia. Recuperò da qualche amico un vecchio torchio per stampare e lo mise a disposizione dei suoi ragazzi assieme ai caratteri mobili di piombo, all’inchiostro, alla carta e a tutte le altre tecnologie di uso comune in una tipografia. I bambini si trasformarono così in giornalisti e tipografi stampando il loro giornalino. Uscivano dalla classe assieme al loro maestro ed andavano in caccia di notizie. Intervistavano il sindaco, il prete, il dottore, il poliziotto. Studiavano scienze cercando fiori e piante rare che poi descrivevano in dettagliate schede a stampa. Decine e decine di documenti diventavano poi giornali che venivano distribuiti ad altri ragazzi e ad altre scuole. Quei ragazzi diventarono dei pionieri dell’apprendimento attivo e il loro maestro, Célestin Freinet, nonostante i ripetuti scontri con l’ottuso conservatorismo delle autorità, diventò famoso. Il suo esempio fece proseliti e la tipografia entrò in diverse scuole. Fino all’arrivo di Hitler e del governo di Vichy che cacciò Freinet e censurò il suo metodo: troppo democratico per piacere ad un regime totalitario. Nelle classi di Freinet, infatti, erano spesso i più disagiati a trarne il maggior profitto: i ragazzi del popolo, i più emarginati, quelli che non combinavano un tubo con la didattica tradizionale, diventavano degli ottimi studenti davanti ai caratteri tipografici. Freinet, in anticipo sui tempi, aveva capito l’importanza del creare, del fare e che una riforma dell'insegnamento non si può attuare senza una trasformazione degli strumenti e delle tecniche. Internet e il computer possono sostituire la tipografia di Freinet? Probabilmente sì. Anzi: rispetto alla tipografia il computer amplifica enormemente le possibilità di intervento e offre infinite possibilità di creare un ambiente di apprendimento attivo dove i ragazzi diventano protagonisti del loro percorso educativo. Sempre con la guida illuminante del docente. Trasformare per qualche tempo un ambiente scolastico in una moderna tipografia digitale è uno dei tanti modi possibili per “creare, all'interno delle scuole, delle situazioni in cui i ragazzi seguono le loro passioni col cuore, portano avanti progetti a cui sono veramente interessati, fanno scoperte prendendo da Internet le informazioni di cui hanno bisogno, lavorano insieme, realizzano cose difficili. L'insegnante li consiglia, li guida. E, quindi, l'insegnante deve abituarsi all'idea di rispettare gli alunni in quanto persone che imparano, di riconoscere che essi producono le loro stesse conoscenze, che la vecchia aspirazione che molti pedagoghi avevano avuto che i ragazzi possano imparare sperimentalmente facendo cose che per loro sono veramente importanti, alla fine, possiamo immaginare di realizzarla in questo modo. Questo discorso riguarda le vecchie concezioni ben radicate su come vorremmo che i ragazzi imparassero, e la tecnologia rende possibile la realizzazione dei sogni dei vecchi pedagoghi” (Seymour Papert). Articolo già pubblicato su S.MO.O.L. (Il giornalino telematico delle scuole della provincia di Modena) |