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Caro diario…

Una delle attività più intriganti del web è quella dedicata ai Diari di bordo (blog): migliaia di persone - ragazzi soprattutto – si scambiano la loro visione del mondo e tessono trame per nuove comunità virtuali di scrittori-lettori.

Nel cyberspazio, infatti, ci sono ormai 10 milioni di blog con almeno 100 milioni di lettori. E ogni giorno, nel mondo, si creano 12 mila nuovi blog. 

Il blog è un nuovo media che permette a chiunque – anche a chi è digiuno di competenze informatiche - di pubblicare contenuti sul web. I blogger sono così liberi di esprimere il proprio pensiero e di creare piccole o grandi comunità di conoscenza. 

Il blog è un mezzo nuovo nel mondo dell’informazione in quanto utilizza uno schema di comunicazione da molti a molti, mentre i media tradizionali si affidano al meccanismo di comunicazione da uno a molti. 

Il blog consente dunque una comunicazione orizzontale tra singoli che hanno la possibilità di confrontarsi e discutere senza mediazioni. 

La fortunata diffusione dei blog, quindi, può essere letta anche come una spontanea reazione alla generazione dei broadcaster, cioè alla distribuzione di contenuti e di informazioni dall’alto verso il basso. Una reazione contro i media che impongono solo di guardare, ascoltare, assorbire.  

È proprio grazie a Internet, infatti, che milioni di persone hanno scoperto che possono anche parlare, scrivere, avere una presenza digitale. 

Nel web possiamo leggere blog di attori, cantanti, artisti, giornalisti famosi che hanno centinaia – e talvolta migliaia – di lettori quotidiani. A noi, però, interessano soprattutto quei milioni e milioni di blog che hanno pochi lettori, ma che creano un vera e propria società.  

Per molti utenti, infatti, i blog “sono forme di comunicazione create da persone che perdono tempo a leggere e a scrivere e che non pensano a questa attività come se stessero partecipando al sistema dei media. Non pensano di pubblicare contenuti: ma di parlare con altre persone. In questo modo, conoscendosi poco a poco, formano reti sociali importanti, si fidano gli uni degli altri, si informano in modo critico condividendo le loro capacità di informarsi. Formano gruppi sociali che si aiutano a vedere il mondo a modo loro” (David Weinberger). 

Ed è soprattutto in quest’ottica che noi dovremmo vedere ed incoraggiare i nostri giovani blogger.  

Facciamo dunque quattro passi fra i diari on line, proviamo a leggere qualche post (“articolo”) dei blogger e magari ci verrà voglia di dare il nostro contributo alla community lasciando qualche commento (chi scrive ama sentire la presenza di chi legge) o cominciando anche noi a tenere il nostro Diario di bordo.


 Suggestioni: 

I dati numerici riportati nell’articolo e la citazione di  David Weinberger sono tratti da un interessante servizio di Luca De Biase (Mistere Blogger) apparso su L’Espresso del 2 dicembre 2004. 

Credo inoltre che valga la pena di approfondire il pensiero di David Weinberger da molti indicato ormai come il Marshall McLuhan di Internet. 

Weinberger, già professore di filosofia, sceneggiatore di Woody Allen, scrittore di gag comiche, guru del marketing e della net economy… diviene uno dei maggiori interpreti americani del modo alternativo di concepire e vivere la rete. Nel 1999 collabora alla scrittura di Cluetrain Manifesto (www.cluetrain.com) un best seller sul modo di rifondare società e business grazie alla conversazione globale promossa da Internet (il testo è tradotto in italiano per conto di Fazi Editore, 2001). Di Weinberger, comunque, consiglio soprattutto la lettura di Arcipelago Web (Sperling & Kupfer, 2002) che analizza con grazia e intelligenza come le potenzialità ipertestuali del web favoriscano la formazione continua di nuovi legami sociali (“gli isolotti dell’arcipelago web in realtà siamo noi, che stiamo unendoci gli uni agli altri in modi ancora da inventare, ma chiaramente labili e flessibili”).

Articolo già apparso in www.ted.scuole.provincia.modena.it



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