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Robot insegnanti e insegnanti robot

In Giappone è nata una nuova generazione di androidi gentili in grado di correre, stringere la mano, riconoscere le persone, ascoltare rispondere… Fra qualche anno potranno fungere da maggiordomi, babysitter,  impiegati e… insegnanti. 

A pochi sarà sfuggita la notizia apparsa su tutti i giornali della felice evoluzione di Asimo, il robot antropomorfo della Honda. Asimo ha 4 anni. Il suo nome è l’acronimo di Advanced Step in Innovative Mobility, ma è anche un evidente omaggio ad Isaac Asimov, l’immaginifico profeta della generazione androide.

Nella sua prima uscita dimostrativa, il nuovo Asimo ha stupito la platea dimostrando di saper correre sollevando entrambi i piedi da terra, di saper evitare gli ostacoli, di saper salire e scendere le scale, di saper rispondere ai comandi vocali e agli imput di un telecomando, di saper riconoscere un ristretto gruppo di “amici” umani e di stringere loro la mano con gentilezza e  “calore”.

Asimo infatti è ora rivestito da un nuova “pelle” ricca di sensori che percepiscono il contatto umano.

È questo il primo passo verso un robot da compagnia in grado di integrarsi perfettamente nel nostro ambiente per soddisfare le “nostre” necessità.

Esperimenti simili si stanno compiendo con successo nei laboratori della Sony, della Toyota e di varie università americane. Il sogno di Isaac Asimov sembra dunque avverarsi: una generazione di androidi sta crescendo conquistando tappe significative nella loro corsa verso l’uomo. 

“Entro il 2010 i robot supereranno l’esame di intelligenza che li porterà a confrontarsi finalmente con l’uomo” dice il futurologo Ian Person dell’Istituto americano BTexact. “E uno dei primi impieghi – aggiunge – sarà quello di insegnanti nelle scuole. Presto, entro un paio d’anni potremo parlare con i nuovi umanoidi ottenendo risposte sensate su questioni generali” (citato da Giovanni Caparra, Asimo, il robot gentile, Corriere d ella Sera del 22 dicembre 2004, p. 22; www.corriere.it

E già immagino schiere di docenti pazienti, con lo scafandrino bianco ed il sorriso perenne, che chiosano La Divina Commedia, rispondono ai ragazzi sulle dinamiche di gruppo, dettano appunti sul dubbio socratico, tengono in ordine il portfolio e proiettano attraverso il casco una presentazione in PowerPoint sull’importanza delle 3 i. 

Del resto se, come si evince dall’articolo citato, per insegnare basta riconoscere fino a diecimila parole e fornire “risposte sensate su questioni generali”…

Articolo già apparso in www.ted.scuole.provincia.modena.it



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