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la prima sorsata di birra

in una pigra domenica ottombrina ho portato i miei figli a vedere trattori. vecchi trattori di fatiche passate. e raccontando loro ho rivissuto l'eroica polvere della trebbiatrice, e del landini velite, e dei covoni scaraventati dal fienile, e la mattanza dei topi. e quando facevo il trattorista dai cattani. 12 ore di sudore e polvere di terra e odore di petrolio e sogni di riscatto

non c'era niente di più bello di quando rubavo 2 minuti per scolare una birra fresca di cantina

non ho più bevuto una birra così buona


si smette di sognare quando si invecchia.
o si invecchia quando si smette di sognare.

da anni e anni non sogno più.

così, anche i momenti depressivi non sono mai troppo profondi.

perché lo scarto fra ciò che si vorrebbe essere e ciò che si è, è poco più di un soffio. uno scatto orgoglioso all’ultimo tornante.

 ci si raggomitola nell’alibi dell’equilibrio.

un po’ di benessere fisico. qualche scampolo di benessere culturale. la consolazione di una famiglia normale. i mutui da pagare. i carrelli della spesa da riempire.
 

così, basta poco per sentirsi in armonia. il profumo di un nero d’avola leggermente barricato. la prima sorsata di birra in una torrida giornata. e persino il tempo rubato per scrivere blog.