|
|
|
|||
| HOME | <<<< | <<<< | <<<< | <<<< |
|
|
||||
|
|
a piedi calzati nel parco domenica, come le ultime domeniche ormai. alle 10 di sera. dopo 10 ore di computer decido di combattere lo stress. infilo i pantaloncini e mi fiondo lentamente nella notte. corro piano per pensare. nel parco s’avvertiva l’erba alta di una primavera prorompente. e grassa. l’aria quasi pulita. e un buio terso. e sotto un latteo lampione stavano appesi due ragazzi. si baciavano. e ho scritto post sui miei amori lontani. oltre il parco e la scuola di pietra vecchia ci sono già i supporti d’alluminio per i manifesti elettorali. c’era quello dell’ulivo. rallento. e saltello quasi fermo mentre passo in rassegna frammenti di volti quotidiani. doveva esserci anche il mio. ma ho detto no. e correndo ho scritto post su come avrei cambiato il mondo. ho infilato con ritmo deferente un profumato viale all’ombra di ville milionarie. e passando davanti a quella di una delle tante mie padrone, mi sono ricordato che prima dell’alba dovevo finire anche il suo progetto. ho forzato il ritmo imprecando e partorendo la scaletta. stanco - col sudore ormai che s’immillava ad ogni passo - ho incrociato un gatto. rosso e pacioccone. mi sono accucciato. e l’ho chiamato. ed è venuto. e ha fatto le fusa mentre l’accarezzavo sotto il collo. abbiamo fatto qualche passo insieme. poi, nel vicolo più buio, i passi di una donna. giovane. forse bella. il gatto, dopo qualche esitazione, se ne è andato con lei. correndo. e correndo. sono passato davanti alla mia vecchia casa. volevo entrare. per riprendermi le tanto ore lì perdute. ma una vicina ha aperto la finestra. e me ne sono andato. ho riattraversato il parco. s’avvertiva l’erba alta di una primavera prorompente. e grassa. l’aria quasi pulita. e un buio terso. e sotto il latteo lampione stavano ancora appesi due ragazzi. si baciavano. ho accelerato allo spasimo fino a casa. cancellando tutti i post.. ho fatto gli scalini a due a due. sono entrato. era quasi mezzanotte. Floo stava davanti al suo computer per preparare le lezioni del lunedì. i ragazzi stavano leggendo nelle loro chete stanze. notte papy. notte cucciolo. notte papy. notte ale. ho fatto la doccia. e ho spento il computer. no, non ho finito quel progetto. cazzo: anch’io avrò diritto a un frammento di domenica.! |
|||