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fede o ragione

Un amico blogger ha iniziato un’intrigante riflessione sulla fede. Da secoli non riflettevo più sulla mia non fede.

Sono stato un bimbo di chiesa. allevato in chiesa. spesso ospite del parroco e dei suoi genitori. facevo il chierichetto tutti i giorni. mi alzavo alle sei. attraversavo la nebbia del paese adagiato sul po. la chiesa era fredda. qualche suora, tre vecchiette, la preside della scuola. il prete ed io.

l’altare era ancora in fondo. io e il prete giravamo la schiena ai pochi fedeli. parole latine. gesti rituali.

ricordo con piacere i funerali. l’odore dell’incenso. il dies ire del coro campagnolo. il pathos. la passeggiata al cimitero. c’era sempre la nebbia. o la pioggia.

ricordo le vie crucis. il sabat madre. i mesi mariani. con le processioni sull’argine del grande fiume. e i petali dei fiori sulle strade. 

ricordo il lavaggio dei piedi. la benedizione della gola.

ricordo di essere svenuto al santuario della madonna del rosario.

ricordo le giornate sdraiate sull’erba, a guardare la luce che filtrava dalle nuvole. e mi sembrava dio.

poi la lunga infanzia è finita. ho visto il mondo. ho visto gli uomini. ed ho visto con chiarezza il vuoto intorno a noi. 

dal bordo della fede sono sceso lentamente.

ogni tanto un amico mi tratteneva in bilico sul sogno. don girardi. camara. primo mazzolari. don milani, santagostino. san francesco. 

ma sono sceso.

per colpa della ragione. 

la ragione - in senso illuminista - mi dice che la fede - le fedi - sono invenzioni degli uomini.  

e me lo ha sempre detto l’amico giacomo: le fedi e le ideologie sono invenzioni illusorie.

invidio chi ha fede.

ma invidio ancor di più gli spiriti liberi.