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tutta colpa di letizia? sono un vecchietto di sinistra. da sempre. sono un vecchietto impegnato. da sempre. sono un vecchietto eticamente onesto. da sempre. ed ogni tanto tento di rimanere politicamente corretto. ieri sera l’etica sinistra mi imponeva una conferenza di sinistra sulla scuola. c’era la parlamentare di sinistra, l’assessora al comune di sinistra, l’assessora alla provincia di sinistra. e poi il corollario delle sindacaliste di sinistra, della presidenta del comitato genitori democratici di sinistra… e un’ osannante platea di sinistra (qui, c’era anche qualche maschio, di sinistra). è stato bello. dichiarazioni di amore per i nostri ragazzi. struggenti sfoghi antimorattiani. grida di battaglia in difesa della scuola pubblica. ho applaudito anch’io. ma grumi di disagio s’affollavano collosi nella mia pancia. perché se la ragione mi dice che dobbiamo comunque seguire i drappi rossi tornati un po’ di moda grazie alle bandane del piazzista e ai dilettanti di governo, la pancia teme che la difesa della scuola pubblica sia la difesa di QUESTA scuola pubblica. la pancia teme che i nostri tribuni vendano l’illusione che basti cacciare i mercanti dal governo e cancellare le cecità pedagogiche di letizia per risolvere i problemi. e questo non mi piace. combattiamo la moratti. cacciamo berlusconi. affossiamo la riforma. ma costruiamo il progetto per una nuova scuola. non basta bruciare. bisogna ricostruire. e per ricostruire ci vuole un progetto. non un’utopia. non la megariforma di berlingueriana memoria costata decenni di convegni, e tavole rotonde e mediazioni politiche (e soldi per pagare i cervelloni ai convegni, alle tavole rotonde, alle trattative mediatorie). ma una lista della spesa. minimale. minimalista. una partita doppia: nella colonna di sinistra le cose che non vanno, nella colonna di destra le proposte per migliorarle. ecco: questo vorrei talvolta dai miei tribuni. ecco: questo vorrei talvolta dai miei sinistri colleghi. piantiamola per un attimo di essere autoreferenziali e proviamo a guardare la scuola con occhi da studenti, genitori, cittadini. siamo sicuri che al di là delle idiozie morattiane la scuola sia bella e buona e di sinistra? io no. cominciamo allora anche noi sottolineare con la penna rossa gli errori della scuola pubblica. e con la biro nera, scriviamo proposte concrete per farla funzionare. perché una scuola di sinistra è semplicemente una scuola che funziona. [il figlio del professionista può anche sopportare 13 supplenti di italiano, zero ore di informatica, un docente d’inglese approssimativo, ore di educazione fisica passate a cazzeggiare tanto l’italiano lo impara a casa, il computer ce l’ha a casa, l’inglese lo impara a Londra e lo sport lo fa al circolo di papà. è il moderno diseredato – poniamo: l’extracomunitario? – che se l’italiano non lo impara a scuola, il computer non ce l’ha a scuola, l’inglese non lo pratica a scuola l’educazione fisica non l’impara a scuola… rimarrà diseredato] |
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