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lenta fiocca la neve… non ho nemmeno acceso la musica per non disturbare la neve. è automatico quando mi siedo al computer: di giorno pigio sul telecomando dello stereo per ascoltare in sottofondo le alchimie di haydin, jarrett, cohen o enya. di sera pigio sul telecomando della radio per ascoltare le alchimie di nick the nihgt flay. ma oggi no. nevica da ore. come non nevicava da anni. e una coperta finalmente bianca soffoca ogni passione. ogni rumore esistenziale. si vive bene in questa sospensione di silenzio. col fiato dell’anima che riposa. e le urgenze della vita allontanate. si riposa bene in questo silenzio ovattato. dopo aver sguazzato coi cuccioli per plasmare un enorme pupazzo di neve. ci abbiamo messo anche la carota per il naso. e due sassi colorati per gli occhioni. non passano automobili. le strade sono affondate. dovremo rinunciare alla pizza rituale del sabato sera. scalderemo tre tigelle sul focolare meccanico. un velo di lardo, qualche fetta di prosciutto e schiuma di lambrusco. e lente saliranno le chiacchiere dal passato. ti ricordi quella volta che… ci sono scampoli di vita in cui la voglia di fare la cosa più scontata è tanto forte, che la fai. domenica mattina. per una fortunata alchimia d’eventi, mi sono ritrovato solo in casa. ho cercato un disco di chopin. ho messo la moka sul fornello. ho avvicinato alla finestra la poltrona. il pianoforte, la neve, l’aroma del caffè. nient’altro. pochi, lunghissimi minuti. poi, la famiglia è ricomparsa facendo il solito, lieto, rumore. il condominio da mesi vivo in un condominio di poche famiglie. vicini educati: buongiorno, buonasera. e poco più. la grande nevicata. gli uomini scendono con le pale a sgomberare il cortile fra battute e ricordi allegri di altre nevicate. le donne si parlano dai balconi. i bimbi in frotta fanno lieto romore, qua e là saltando. domani la neve si scioglierà ed al travaglio usato, ciascuno in suo pensier farà ritorno. 30 centimetri più o meno 30 cm di neve fanno ritrovare per un attimo la memoria di dove veniamo. questa mattina il quartiere era tutto un formicolio di prodi spalatori. ho visto geometri, e bancari, e insegnanti sputarsi sulle mani e darci sotto con la pala. fra una bestemmia e una battuta ed un’ostentazione di virilità. e da balconi e terrazze madri e mogli covavano con gli occhi i loro maschi fumanti di fatica. era solo qualche decennio fa che noi e i nostri vecchi sbadilavamo terra e sterco d’animali. e le nostre donne ci sbirciavano da sotto le vigne o il porticato del fienile. 30 cm di neve fanno ritrovare per un attimo la memoria di dove veniamo. Magroll è felice per la neve. anch'io, almeno un po'. ma... tanti anni fa anche nella bassa padana la neve arrivava a dicembre. e se ne stava sui campi fino a marzo. ed era sempre bianca. con i candelotti di ghiaccio che scendevano perenni dalle stalle e dai fienili. e ci si giocava fino a bruciarsi le mani. oggi scende qualche volta. ed è subito grigia.
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