logo di Agati Mario

HOME <<<< <<<< <<<< <<<<

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


abbiamo rubato la spensieratezza

abbiamo rubato la spensieratezza ai nostri figli.

lo so che lo avete letto su tanti libri. ma questo è il mio blog. ed ho il diritto di non essere originale. 

abbiamo rubato la spensieratezza ai nostri ragazzi. non ho mai visto i miei figli spaparanzati sull’erba a giocare per ore con le nuvole. 

da noi, tanto tempo fa, vecchi e bambini portavano al pascolo le mucche. dopo la mungitura lo zio apriva le docili catene e con vecchie corde legava gli animali a due a due. mia nonna con il suo bastone andava avanti. le sei mucche la seguivano in processione. io dietro a pungolare quelle che s’attardavano ad annusare erbe proibite. 

le mucche brucavano viottoli ciliosi, qualche riva di fosso e il primo sottobosco. Talvolta s’arrivava ad una placida radura e si lasciavano libere. 

nonna trovava sempre qualcosa da fare: strappava brontolando la gramigna, preparava le fascine per l’inverno, poneva nel grembiule bacche, qualche fungo e radicchi selvatici. 

io mi sdraiavo sull’erba. per ore. a guardare le nuvole. e a sognare. 

non ho mai visto i miei figli spaparanzati sull’erba a giocare con le nuvole.


avevamo una casa di sassi 

non c’erano automobili al villaggio. le case erano di sasso. e si cucinava su un focolare nero di marmo rosa. 

in fondo alla contrada, sullo sprone di una collina, c’era una chiesetta romanica del XII° secolo. col suo bel rosario di cipressi e pini. 

ogni tanto vi arrivava il macchinone di qualche famiglia tedesca in villeggiatura sul vicino lago. noi ragazzini facevamo a gara per prendere le chiavi dal custode e accompagnare gli stranieri fra quelle mura amiche.  

e capitava spesso che quei tedeschi avessero figliole dai capelli d’oro. mi sembravano tutte bellissime. ed eleganti. e profumate. 

e così, quando poi portavo al pascolo le mucche e mi sdraiavo a interrogare il cielo scrivevo nella testa decine di romanzi. dove io facevo l’ingegnere, viaggiavo con una spider rossa e avevo al fianco la tedeschina bionda, coi capelli accarezzati dalla fragranza di quell’aria estiva. 

chissà se anche i sogni dei nostri figli sono popolati da chiesette romaniche e nordiche biondine…