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agati mario consigli per
diligenti digitatori:
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| il decalogo del diligente digitatore | |
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Il più bello dei mari è quello che non abbiamo ancora navigato. (Nazim Hikmet)
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Dovendo gestire alcuni siti organici al mondo della scuola, ricevo spesso dai colleghi testi ed immagini da tradurre appunto in HTML. Ed il mio stomaco è perennemente soggetto a dure prove. Fatte salve le eccezioni (un 10-20% di insegnati ordinati e precisi) mi trovo non di rado alle prese con immagini dalla definizione indefinibile e soprattutto con testi formattati secondo i criteri più fantasiosi: parole incolonnate a forza di colpetti di barra spaziatrice, segni di interpunzione che galleggiano lontano dalle parole, invii casuali, spazi fra parole doppi o tripli, apostrofi al posto di accenti, profusione inutile di maiuscole e sottolineature, presunti diagrammi di flusso disegnati con tecniche bizzarre, titoli dello stesso peso ora con uno stile, ora con un altro, eccetera. Se tale sciatteria trova attenuanti fra gli utenti meno esperti che hanno imparato da soli a destreggiarsi fra mouse e tastiera, non può essere tollerata fra gli insegnanti in genere (non è nostro dovere imparare ad usare correttamente le tecniche di comunicazione, comprese quelle più… attuali?) e fra gli esperti in nuove tecnologie in particolare (i docenti che preparano il materiale per i siti web sono stati designati a tale compito proprio in quanto esperti o aspiranti tali - di informatica). Vediamo allora di ribadire alcune regole elementari per la videoscrittura. 1. Word è più potente di una macchina da scrivere. Questo significa che non è necessario andare a capo con il tasto Invio quando si raggiunge la fine della riga, si può continuare a scrivere tranquillamente e fare sì che il programma pensi da solo ad andare a capo al punto giusto. Il tasto Invio va premuto solo se si intende aprire un nuovo paragrafo. 2. Non bisogna usare gli spazi per impaginare un documento. Se si cerca di spostare una parola inserendo molti spazi consecutivi, si va incontro a difficoltà quando si inseriscono nuove parole o si modificano le dimensioni dei caratteri. I rientri del testo si possono impostare tramite le proprietà del paragrafo (voce Paragrafo nel menu Formato), le parole si spostano sulla destra con le tabulazioni o allineando sulla destra l’intero paragrafo, le colonne di parole si realizzano con le tabelle o le tabulazioni. 3. Non è buona norma utilizzare molte tabulazioni consecutive. Se si deve incolonnare del testo a un punto determinato, è meglio impostare una tabulazione personalizzata (cliccando con il mouse sul righello all’altezza corrispondente, o facendo doppio clic sul foglio nel punto in cui si intende scrivere) e utilizzare una sola tabulazione. In questo modo anche ritoccando in seguito l’intera struttura si evitano problemi di sfasamento delle colonne. 4. Uno degli errori più comuni è cercare di cambiare pagina premendo a ripetizione il tasto Invio. Tale soluzione ha però davvero molti inconvenienti: ad esempio con l’aggiunta o l’eliminazione di qualche riga si possono spostare in blocco tutte le pagine successive, per non parlare di quello che può provocare il cambio di dimensione dei caratteri del documento. Word dispone di due utilissimi comandi, uno per andare a “pagina nuova” e l’altro per passare alla colonna successiva: il primo si richiama con la combinazione di tasti Ctrl-Invio, il secondo con Ctrl-Maiusc-Invio (oppure si possono utilizzare le apposite voci dal menu Inserisci). 5. Per chi è proprio alle prime armi, ricordiamo inoltre qualche breve indicazione sull’uso della punteggiatura:
6. Per tenere sotto controllo quello che c’è in un documento e a volte anche per capire qualche comportamento apparentemente inspiegabile di Word è fondamentale attivare la visualizzazione dei caratteri non stampabili. In questo modo i ritorni a capo, le tabulazioni, gli spazi e via dicendo sono mostrati sotto forma di simboli speciali, e possono essere trattati alla stregua di normali caratteri (cioè copiati, incollati o cancellati). I simboli vengono stampati solo a video, non su carta, e diciamo subito che all’inizio possono risultare un po’ fastidiosi. Per attivare e disattivare la loro visualizzazione, bisogna cliccare sul pulsante raffigurante una Pi greca, nella barra degli strumenti Standard. 7. A volte è difficile disporre con precisione il testo sulla pagina. Pur non essendo un programma di Desktop Publishing, Word permette di inserire caselle posizionabili a piacere sul foglio, al cui interno possono trovare posto testi e oggetti di qualunque genere. Il comando si chiama Casella di testo nel menu Inserisci. Un mezzo meno raffinato (e meno preciso) ma comunque molto veloce per scrivere in un punto desiderato è fare doppio clic con il mouse sul punto della pagina in cui si intende andare a scrivere. 8. Per quanto riguarda l’uso dei font, bisogna ricordare di agire con moderazione. Quando sul Pc sono installati parecchi font True Type, le potenzialità grafiche di un programma come Word sono quasi infinite: per non appesantire i documenti è però necessario resistere alle tentazioni e creare documenti dall’aspetto coerente, in cui, non si utilizzano decine di tipi di caratteri diversi e in cui tutti i paragrafi allo stesso livello condividono la medesima formattazione. Anche se i testi scritti in questo modo possono sembrare meno “creativi”, risultano senza dubbio più chiari e leggibili. 9. Il medesimo consiglio vale per l’uso di WordArt: i titoli creati con questo accessorio sono spesso molto gradevoli (anche se a volta su carta non rendono bene come sul monitor), ma se sono troppi e soprattutto se hanno uno stile completamente diverso, ad esempio come tipo di carattere, rispetto al testo o ai titoli normali, finiscono con l’appesantire il documento. 10. Se però dovete preparare un testo per il web (da consegnare al webmaster o a chi comunque deve trasformarlo in HTML) seguite scrupolosamente solo i primi 5 comandamenti e, per il resto, evitate frecce, freccettine, tabelle, tabelline, wordart, nuvolette, diagrammi di flusso artigianali, eccetera. Insomma: predisponete un testo corretto, lineare e privo di formattazioni strane ed imprevedibili. Testi non riciclabiliDopo questo minisussidiario del diligente digitatore, veniamo a consigli più mirati per la scrittura finalizzata alla pubblicazione on-line. Ogni situazione e ogni strumento ha un suo linguaggio. Scrivere un discorso per una candidatura politica è diverso da scrivere una lettera d’amore. Scrivere il verbale del Collegio Docenti è diverso dallo scrivere un tema in classe. Scrivere un testo per la radio è diverso che scrivere lo stesso testo per un servizio televisivo accompagnato da immagini. Così, non si possono fare una pagina o un sito web prendendo testi pensati e scritti per la carta e salvandoli in html. Anche il web rivendica un suo linguaggio. Ma nel caso della scrittura on-line è tutto molto più complicato, perché Internet è un media nuovo, “si evolve in continuazione e non si fa in tempo ad elaborare non tanto delle regole quanto delle idee, che queste sono già superate. Solo quattro o cinque anni fa, le pagine erano lunghi testi su fondo grigio mentre oggi ci assalgono con la forza e i colori di uno spot… Eppure imparare a scrivere per il web è particolarmente importante e urgente. Perché, passata l'euforia per la novità del mezzo, su Internet oggi si cercano soprattutto i contenuti. E poi perché, contrariamente all'editoria tradizionale, riservata comunque a pochi, su Internet possiamo scrivere e pubblicare tutti. Senza strettoie, senza ostacoli e persino senza soldi.” (www.mestierediscivere.com). Ogni testo per Internet dovrebbe essere scritto appositamente, tenendo conto di tutte le particolarità della comunicazione in rete: le definizioni del monitor, le abitudini dei cybernauti, la stretta relazione tra parole e immagini, la possibilità di aggiungere link di approfondimento, eccetera. Eppure anche nel mondo della scuola capita tutti i giorni di dover trasferire sulle pagine web testi concepiti per la carta stampata: il P.O.F., le linee principali di un indirizzo di studi, la relazione su un seminario, la brochure dell’ultima mostra, il réportage sulla gita, eccetera. Se proprio vogliamo riciclare il testo cartaceo che già c’è costato tanta fatica, usiamo qualche accorgimento (è sempre www.mestierediscivere.com, il nostro consigliere di riferimento):
[So cosa stai pensando: predico benino e razzolo malissimo: hai ragione da vendere: ma veramente il tempo... e così mi sono accontentato anch'io di fare un bel copia-incolla da un testo nato appunto per il cartaceo: quando avrò un po' di tempo - ??? - rivedrò il testo: anche se temo... che avrò sempre - spero - qualcosa di più urgente ed importante da fare: così puoi spedirmi pomodori virtuali:(] L’arte del cyberscrittoreVedo che ci state prendendo gusto: vediamo allora di distillare dai nostri maestri (L. Carrada, A. Gahran – citata sempre nel sito www.mestierediscivere.com -, A. Anichini, J. Nielsen) altre perle di saggezza che ci aiutino ad affinare l’arte della scrittura digitale.
Mi fermo, anche se la raccolta di perle può continuare (ma se vuoi continuare a collezionarne, c’è sempre la miniera di Luisa Carrada: www.mestierediscivere.com). Va da sé, naturalmente, che queste pillole di saggezza non vanno prese come assiomi. Se le applicassimo ciecamente alle nostre performances finiremmo tutti con il partorire testi simili, e freddi, e misurati, e poco seducenti, e quindi poco efficaci. Darsi una disciplina è salutare e certamente l’etilismo creativo nel campo della informazione non paga (quasi mai). Ma il bravo web writer deve ricavarsi la sua libertà pur nelle costrizioni del mezzo e della situazione. Si può essere creativi anche nella brevità (chiedere ai poeti o ai pubblicitari). Si può sedurre il lettore anche solo sposando due parole che si erano giurate perenne ritrosia. Si può essere convincenti anche solo disponendo testo e immagini, parole e colori, con armonia. Per questi il web writer non può essere solo un tecnico, ma anche un artista. Non può frequentare solo i manuali dell’HTML, ma anche i calligrammi di Apollinaire, i quadri di Boccioni, i poemi di Martinetti, le sinfonie cromatiche di Klee… Lo stile del webCi vuole disciplina, ma anche, personalità, creatività, stile. Una parola, questa, che mi sollecita l’ultima citazione del capitolo. È il bel libro di uno dei più attenti osservatori di Internet, Franco Carlini. Carlini F., Lo stile del web. Parole e immagini nella comunicazione di rete, Einaudi, 1999
È una lettura
piacevole, da amaca e frizzantino, in riva al mare. Se alcune analisi di
Carlini paiono già superate (negli ultimi tre anni Internet è radicalmente
cambiato), molte sue altre osservazioni sono ancora interessanti e
suggestive. |