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Se ascolto, dimentico Se vedo, ricordo Se faccio, capisco
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Io rispondo sempre – senza ironia – che non è un problema. Si può vivere bene anche senza computer, come certi Quaccheri che sdegnano le automobili e le lampo. Qualche anno fa cominciavo i corsi di alfabetizzazione informatica raccontando la storia di Maurizio. Confesso di provare un po’ d’invidia per Maurizio.Maurizio è un prof. di lettere, come me; ama la poesia, come me; sa apprezzare un buon Chianti, come me; e proprio come me, ha superato più o meno abbondantemente la quarantina. Ma, indubbiamente, lui è più fresco, fascinoso e giovanile di me. Perché? Quasi certamente perché ha deciso di rimanere scapolo; probabilmente perché le giovanissime amanti lo costringono a mantenersi in forma; o, forse, perché non ha trascorso, come me, ore (giorni, mesi, anni…) a pigiare su tastiere più o meno ergonomiche, a cliccare su topi più o meno intelligenti, a fissare uno schermo più o meno ammiccante. Come del resto sto facendo in questo momento, nonostante la giornata festiva e l’invitante brezza che solletica la ferragostana campagna. Lui scrive benissimo, a mano. Lui compone splendide poesie con la sua vecchia stilografica. Lui prepara lezioni efficaci con i suoi appunti perfettamente allineati sul vecchio quaderno formato A5. Già. Mi capita spesso di invidiarlo! Che cosa avrei potuto fare in quelle migliaia di ore? Correre, pedalare, nuotare, respirare, vivere… Sarei probabilmente più giovane, più vivo ed un po’ meno povero. Perché questi aggeggi informatici non sono proprio economici ed hanno il cattivo gusto di invecchiare con la stessa fretta del gorgonzola esposto al sole di agosto. Li possiedo ancora tutti, in soffitta, sotto il funereo drappo della polvere: il mitico Commodor, l’AT, l’XT, il 286, il 486, il primo Pentium… Ora sto smanettando su un Pentium II nell’attesa di potermi finalmente permettere un Pentium III (500 Mhz con DVD-ROM, 3D Surround Sound, CRW6416S, ecc.). Già. Mi capita spesso di invidiarlo! Ma non posso tornare indietro. Non potrei più lavorare senza computer. Piaccia o non piaccia, con la rivoluzione digitale bisogna fare i conti. Soprattutto nel lavoro. Soprattutto a scuola. Il computer sta cambiando il mondo. Il computer deve cambiare il modo di fare scuola. Certo, non bisogna fare del PC (Personal Computer) un nuovo Golem, né pensare che possa essere la panacea per tutti i nostri mali. Né, forse, si possono obbligare tutti gli insegnanti ad alfabetizzarsi. Ma certamente il PC serve. Bisogna se mai inventare un nuovo modo di usarlo a scuola, senza integralismi né pregiudizi apocalittici. Il PC è uno strumento utile. Uno strumento che bisogna imparare ad usare. Come abbiamo imparato ad utilizzare i caratteri mobili, le rotative, l’inquinante automobile e la tanto vituperata – ma tanto utilizzata, anche a scuola - TV. Proviamoci, dunque.Forse un corso di alfabetizzazione non è sufficiente per imparare a addomesticare la bestiolina multimediale. Ma è in ogni modo indispensabile per avere un primo approccio con la cosiddetta Nuova Tecnologia. E per decidere se proseguire l’avventura o se rimanere tecnologicamente vergini. Del resto Maurizio prende il mio stesso stipendio, vive bene anche senza computer e, coi soldi risparmiati… (Bonassola, 16 agosto 1999) Questo lo scrivevo appunto anni fa. Oggi non potrei più narrare questa storia. Molte cose sono infatti mutate: io ho già cambiato altri tre computer, quasi tutti gli insegnanti si sono alfabetizzati e Maurizio… Maurizio ha una compagna più adeguata alla sua età, è un po’ più pantofolaio ed ogni tanto mi telefona per chiedermi come si formatta una tabella con Excel, come si spedisce una e-mail o come si utilizza un motore di ricerca. Già: è caduto un mito: anche Maurizio si è arreso al computer e all’età (nel senso che si è adeguato ai tempi!). E se anche tu hai deciso di arrenderti al topo e magari vuoi fare da solo, con tanta buona volontà e la sicurezza psicologica di qualche pagina stampata, eccoti alcuni dei suggerimenti che offro ai miei alfabetizzandi serali. Per l’alfabetizzazzione informatica potrebbe essere utile uno quei testi scolastici “all in one” di solito adottati dai docenti di TIC (Tecnologie dell’informazione e della comunicazione). Questi manuali hanno il merito di avere un taglio didattico e di offrire – in un solo volume – tutte le nozioni base indispensabili per un corso di alfabetizzazione ed oltre (tali testi, infatti, sono generalmente strutturati secondo i “classici” moduli che preparano all’acquisizione della Patente Europea - ECDL). Molte case editrici scolastiche hanno in catalogo testi del genere. Fra quelli che ho sottomano mi sembra particolarmente adatto allo scopo il manuale della Juvenilia: Rita Lucchese, TIC, Tecnologia dell’Informazione e della Comunicazione, Juvenilia Il testo affronta con chiarezza gli elementi fondanti di un percorso di alfabetizzazzione “corposo”: il computer, l’ambiente windows, Word, Excel, Access, Internet, Ipertesti e multimedialità. Ogni modulo è corredato da funzionali esercitazioni guidate, da proposte di esercizi e da una serie di pratiche verifiche sommative (quesiti a scelta multipla, quesiti vero/falso, ecc.). Altrettanto utili ed interessanti possono rivelarsi i manuali TIC di altre prestigiose case editrici: Petrini, Minerva, Zanichelli, eccetera. “Adottare” un manuale “onnivoro” può sembrare a taluni una scelta dispersiva e/o eccessivamente ambiziosa; si potrebbe optare allora per manualetti più mirati e specifici (in questo caso, però, occorre mettere in conto l’acquisto di almeno 2/3 testi: uno per l’ambiente Windows, uno per Office, uno per Internet). Da questo punto di vista può risultare interessante, ad esempio, la collana che Jackson libri dedica al mondo scolastico. R. Ceriani, A scuola con Windows 98, Jackson Contenuti: L'ambiente Windows 98 - La gestione dei dati - I servizi di Windows - Installazione di Software e hardware - Gli accessori di Windows - La manutenzione del PC - Windows e Internet. R. Ceriani, A scuola con Office 2000, Jackson Contenuti: Gli elementi comuni di Office - Scrivere con Word - Scrivere bene con Word - Gestire tabelle con Excel - Produrre grafici con Excel - Il mail merge nella comunicazione scolastica - Produrre una presentazione interattiva con PowerPoint - Office 2000 e Internet L Guglielmi, E. Rodi, A scuola con Internet, Jackson Contenuti: caratteristiche della rete, il web, i servizi, la connessione, la posta elettronica, le news, la ricerca delle informazioni e cenni ad html. NB: i testi sopra riportati sono versioni solo leggermente modificate di: R. Ceriani, One shot C D Office 2000, Jackson L Guglielmi, E. Rodi, One shot Internet, Jackson Nelle stesse collane si trovano anche agili testi specifici per Word, Excel, Explorer, ecc.. Rimanendo a suggerimenti economicamente sostenibili più o meno da chiunque, ricordo la serie dei I Portatili Mondadori. (I Miti Informatica): Alcuni titoli: Microsoft Office, Microsoft Word, Microsoft Excel, Microsoft Explorer, La posta elettronica, Ricerca su Internet. Il bello di questi manualetti – oltre al formato tascabile ed al prezzo - è che gli utenti possono facilmente reperirli anche negli ipermercati (spesso con lo sconto!). Evidentemente di manuali tascabili ed economici ce ne sono in giro badilate. Un’ultima citazione, allora, la dedichiamo alla meritoria casa editrice Apogeo che, assieme a testi impegnativi e d’avanguardia, pubblica una serie di volumetti agili e compatti; parlo ovviamente della collana FLASH, Manuali tascabili di informatica. Ma se vuoi la bicicletta… Sarò pedante: se vuoi veramente imparare ad addomesticare il computer non c’è manualetto che tenga: devi solo metterti in testa di allenarti, allenarti, allenarti… Quanti colleghi, più o meno sinceramente disperati, si aggrappano al comodo alibi di non esser portati per la tecnologia? Come se la scarsa dimestichezza con qualche pulsante fosse una malattia congenita, una tara ereditaria, un handicap insuperabile. C'è chi nasce coi capelli biondi e chi no. C'è chi nasce con gli occhi azzurri e chi no. C'è chi nasce con la predisposizione all’informatica e chi no? Ecco, se - come qualche mio collega - pensate che appropriarsi delle nuove tecnologie sia un’impresa da poco e che basta “esservi portati”, lasciate ogni speranza… Non è questo il momento per riaprire il dibattito sull'esistenza o meno delle predisposizioni innate. Probabilmente c'è chi nasce con una migliore predisposizione alla scrittura, così come c'è chi nasce con una migliore predisposizione per il calcio piuttosto che per il tennis, il basket, lo sci... Ma anche se uno nasce con un bel fisico, un'evidente predisposizione atletica, un'eccezionale capacità polmonare... e poi non si applica, non si allena, non apprende le corrette tecniche, tattiche, ecc. non diventerà mai un campione. La predisposizione naturale è importante, ma senza la necessaria competenza specifica non si possono raggiungere grandi risultati. I grandi calciatori, i grandi sciatori, i grandi maratoneti, i grandi ciclisti... sono pochi; e pochi sono i grandi scrittori e i grandi informatici. Quando usciamo in bicicletta per raggiungere qualche delizioso villaggio alpino, non possiamo pretendere di andare più forte di Coppi o Bartali, ma dobbiamo almeno essere sicuri di non impiantarci al primo tornante impegnativo. Così, quando avremo il mouse in mano non dovremo pretendere di diventare come Bill Gates, Linus Torwald, David Filo, Jerry Yang, Jeff Bezos, ecc., ma dovremo almeno avere la capacità di utilizzare con un minimo di successo il PC. E per farlo, basta un po' di allenamento. Basta usare il PC spesso. Quotidianamente. Non bastano due o tre manualetti su Windows e Word. Non bastano due o tre corsi di informatica. E non basta nemmeno l’esercizio una tantum col computer della scuola. Il computer deve diventare una macchina domestica. Col quale fare i conti quotidianamente. Col quale preparare le verifiche, scrivere la programmazione, fare ricerche in Internet, gestire la propria corrispondenza, preparare i lucidi o la lezione multimediale. Se il PC non diventa un’abitudine anche il manuale più efficace, anche il corso migliore sono destinati a lasciare una ben misera traccia. Se vuoi la bicicletta, devi pedalare! |