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agati mario Avviso ai
naviganti del Wild Web School
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avanti
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Se ascolto, dimentico Se vedo, ricordo Se faccio, capisco
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Ora che anche tu ti aggiungerai alla schiera dei webmaster, devi sapere però che non basta far girare una decina di pagine in un browser qualsiasi per essere fiero del proprio aumentato potenziale comunicativo. Scrivere è un conto. Scrivere bene è un altro. Confezionare pagine web è un conto. Pensare, progettare, implementare e gestire un sito seducente ed efficace è un altro. Navigando qua e là nei vari siti scolastici – compresi quelli confezionati da tal Mario Agati - si nota una diffusa impronta dilettantistica e non di rado si incappa in vicoli ciechi, link interrotti, profusione gratuita di gif animate, effetti speciali che hanno solo lo scopo di rallentare il caricamento delle pagine, musichette nevrotizzanti… Spesso quest’aria amatoriale è intrigante, carina, volutamente naïf e serve indubbiamente per marcare la distanza dai siti professionali dei professionisti. Tuttavia, anche a noi webmaster ruspanti può essere utile confrontarci con i nuovi standard progettuali che paiono riassunti in uno dei neologismi attualmente più in voga fra le tribù internettiane: usabilità. Un sito usabile è un sito funzionale. Usabilità è ciò che chiede all’utente di pensare il meno possibile, fornendogli un ambiente nel quale muoversi a suo agio, trovando senza sforzo ciò che gli serve. L’usabilità quindi è data da un insieme di chiarezza, facilità di navigazione, qualità estetiche, efficacia comunicativa, interattività, rapidità ed essenzialità della fruizione e della consultazione. Insomma: usabilità è tutto ciò che rende la vita facile all’internauta che dal web vuole servizi ed informazioni. Il – fin troppo – guru dell’usabilità è indubbiamente l’americano Jakob Nielsen, personaggio carismatico del web writing e del web-pensiero, che con i suoi consigli sul modo per aumentare l’efficacia comunicativa delle pagine web ha costruito una fama imperitura ed un notevole conto in banca. La tua immersione in questa relativamente nuova dimensione dei media può dunque partire dalla più famosa bibbia nielseiana: Nielsen J., Web Usability,Apogeo 2000 Fino a qualche mese fa, citare le regole di Nielsen era uno dei modi per essere à la page nei salotti buonisti degli internauti. Oggi invece fai più bella figura se citi Nielsen come un ingenuo integralista un po’ demodé. Nielsen predica chiarezza ed ha il pregio di essere chiaro. Ma indubbiamente è un po’ troppo dogmatico. Seguire pedissequamente i suoi consigli significa confezionare un sito valido, funzionale, usabile, ma rischiare di comunicare una sensazione di freddezza e asettica efficienza. Come sempre: di fronte agli eccessi manieristici del barocco ci vuole un po’ di estremismo neoclassico… ma se la razionale disposizione di forme e parole non indulge a qualche sinuosa complicità, finisce con l’essere più scostante del decorativismo fine a se stesso. Più interessante e più utile al tuo futuro da webmaster è l’ultima fatica del censore americano: Nielsen J., Homepage Usability, Apogeo 2002 Il testo è ricchissimo – anche per questo, forse, il prezzo non è dei più appetibili - di analisi e immagini. Seguendo le critiche e i commenti di Nielsen puoi indubbiamente acquisire esperienza e competenza. Tra l’altro possedere il testo significa avere a portata di mano un ampio repertorio di esempi – positivi e negativi – ai quali fare riferimento nel proprio lavoro. Noi vecchi insegnanti di Italiano sappiamo bene che ogni testo va confezionato tenendo conto soprattutto dell’interlocutore. Lo predichiamo in ogni occasione ai nostri alunni. Poi, magari, dimentichiamo questo dogma quando disegniamo il sito della nostra scuola e ci abbandoniamo al sogno di onnipotenza assemblando anarchicamente tutto quello che ci piace: la scritta intermittente, lo sfondo nero con le stelline che luccicano, i pulsanti che si accendono al passaggio del mouse, l’immagine di Carducci che si staglia lentamente su uno sfondo di cipressi per poi dissolversi magicamente in una rarefatta stazione d’autunno, la porta della segreteria che si apre scoprendo – dopo decine di secondi – l’orario di ricevimento! Siamo sicuri che la nostra libidine creativa corrisponde alle reali esigenze dell’utente? E chi ha cliccato semplicemente per sapere il giorno d’inizio delle lezioni o per conoscere l’elenco dei libri di testo del figlio sarà disposto a sorbirsi quell’eterno e nevrotico loading… loading… loading… loading… loading… loading… loading… loading… loading… loading… loading…? L’attenzione maniacale all’utente è il mantra che ispira un altro testo fondamentale sull’usabilità: Pearrow M., Web usabilità, Jackson, 2002 Il libro si rivolge a chi vuole veramente diventare un professionista dell’usabilità, ma è utile a tutti coloro che a vario titolo desiderano cacciare il naso nelle produzioni multimediali. Particolarmente incisivo il capitolo 5, che insegna fra l’altro a…
Volendo – ma penso che per il momento potrebbe bastarti – potresti metterti nello scaffale anche un altro testo di un altro superesperto (ha condotto test di usabilità per aziende come Apple, IBM, Netscape, AOL, Excite) all’americana:
Krug S.,
Don't make me think!
Un approccio di buon
senso all'usabilità web,
Hops, 2002 Tutti anglofili gli esperti di usabilità? Naturalmente no. Tanto che si può parlare di una – più piacevole – via italiana all’usabilità. Il primo nome che mi viene in mente è quello di Luisa Carrada i cui scritti ed il cui sito ( www.mestierediscrivere.com ) sono pietre miliari per noi scribacchini e voi scrittori del web. Ma del lavoro di Luisi parleremo più avanti, nella sezione dedicata più specificatamente alla scrittura. Qui ci accontentiamo di un paio di altre citazioni. Postai S., Siti che funzionano, Hops, 2001
Un libro carino. Il web
design - nel vero senso della parola, quello di "progetto" - è spiegato con
competenza e soprattutto con molto buon senso. I consigli di Sofia sono
pratici e utili sia per il sito di una grande azienda come per un piccolo
sito personale. Una sezione è dedicata anche al testo, come elemento
primario dell'usabilità di un sito: anche qui abbondano i suggerimenti
pratici, soprattutto per quanto riguarda i caratteri. Michele Visciola, Usabilità dei siti web, Apogeo, 2000
Diciamo subito che non mi
sembra un libro adatto ai neofiti e che non si legge certo come un romanzo.
Però è - tutto sommato - abbastanza agile (160 p.) ed offre indubbiamente
strumenti concettuali pratici sia a chi vuole cimentarsi con la costruzione
di siti efficaci (appunto: usabili), sia a chi, semplicemente, vuole
appropriarsi criticamente di chiavi interpretative rigorose dei siti altrui.
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