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Se ascolto, dimentico

Se vedo, ricordo

Se faccio, capisco

 

 

 

 

 

Ragzzo che legge - disegno in bianco e nero

Siti utili o belli?


Dobbiamo allora applicare pedissequamente le regole dell’usabilità e dell’accessibilità? Dipende. Dobbiamo sempre valutare attentamente target e obiettivi. Il sito di una pubblica amministrazione deve essere improntato al massimo di usabilità e possibilmente anche al massimo di accessibilità: tutti hanno il diritto di poter accedere ai servizi pubblici. Dopo le barriere architettoniche si devono abbattere anche le barriere informatiche.

Se il sito ha invece un target particolare – ad esempio i fan di un certo videogioco – e/o l’obiettivo esplicito di intrattenere, divertire, stupire… va da sé che farà fatica a trattenersi entro i rigidi canoni dell’usabilità e dell’accessibilità.

Tornando al mondo scolastico direi che può valere l’antico principio nicomacheo: in medio stat virtus. Non nel senso che spariamo a metà: un po’ di usabilità, uno spizzico di accessibilità, qualche boccone in flash ed una spruzzatina di effetti animati. Nel senso, se mai, di distinguere nettamente i contenuti informativi da quelli più spiccatamente creativi. Le informazioni essenziali (gli orari, i servizi, gli elenchi dei libri di testo, le convocazioni degli organi collegiali, il catalogo della biblioteca, ecc.) devono essere facilmente accessibili a tutti. Poi, un link un po’ fuori mano – per non interferire con la parte informativa – può condurre alla sezione creativa dove potranno fare capolino filmati amatoriali, ipertesti dei ragazzi, gif animate, giochi interattivi, eccetera.

Ricordiamoci comunque che si possono confezionare messaggi seducenti anche senza ricorrere per forza alla ridondanza degli effetti speciali. Meglio un’immagine statica curata (nella definizione, nei colori, nel taglio…) che un’animazione approssimativa. Noi siamo educatori: dobbiamo educare anche al buon gusto, all’equilibrio, al piacere estetico. Est modus in rebus.