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agati mario Avviso ai
naviganti del Wild Web School
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Il più bello dei mari è quello che non abbiamo ancora navigato. (Nazim Hikmet)
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Livraghi Giancarlo, L'umanità dell'internet, Le vie della rete sono infinite, Hops 2001
Un libro di facile e
piacevole lettura. Bello. Da gustarsi all’ombra di un enorme pino marittimo
provenzale. Riconcilia con la tecnologia e rimette al proprio posto la
macchina. Per l’autore, infatti, internet non è un mondo a parte, fatto solo
di macchine e connessioni. È, e diventerà sempre più, un elemento della
nostra vita quotidiana, uno strumento per comunicare con chi già conosciamo,
incontrare nuove persone e fare nuove esperienze. Un libro paziente e conciliante. Utilissimo a chi si avvicina per la prima volta alla rete. Refrigerante per chi con la rete lavora quotidianamente. Bruno Pino, Le parole della Rete, Mondatori, 2001
Tascabile, rapido,
comodo. Un utilissimo dizionario per districarsi nel mondo di Internet che
offre intriganti occasioni per riflettere sul nuovo linguaggio imposto dalla
rete. Alberto Pian, L’ora di Internet. Manuale critico di pedagogia informatica. La Nuova Italia, 2000 Siete insegnanti dotti e amanti delle citazioni socio-psico-pedagogiche? Questo libro fa per voi. Oltre 300 pagine dense di riferimenti teorici, di teorie psicopedagogiche rivisitate alla luce delle nuove tecnologie, di schemi, di schede informative, di esempi, di tutto e di più. Io mi sono fermato a metà… ma solo perché ho provato a leggerlo tutto di un fiato. Ora il testo riposa sulla parte alta della mia libreria, da cui viene di tanto in tanto liberato per rapide consultazioni. Potrebbe figurare molto bene anche in qualsiasi biblioteca scolastica. Gianluca Marziani, MeltingPop. Combinazione tra l’arte visiva e gli altri linguaggi creativi, Castelvecchi, 2001 Per sapere dove corrono i linguaggi visivi nell’era digitale. Periferico rispetto all’argomento, ma indispensabile per cogliere l’essenza dell’odierna e futura arte digitale. Marziani sa essere spocchioso e simpatico nello stesso tempo. Centinaia di informazioni senza noia. Brillanti intuizioni estetiche e qualche caduta di tono. Ma si può tenere sullo scaffale meno polveroso. AA.VV., Cluetrain Manifesto, Fazi, 2001 Con Internet è iniziata la conversazione globale (lo so che ormai odiate il termine globale, ma… ho fretta!). Leggendo questo manifesto pubblicato anche in rete (www.cluetrain.com) da alcuni esperti americani di new media, potremmo anche tentare di comprendere come, grazie alla facilitazione in rete del dialogo tra persone, potremmo rifondare società e business. Molto trendy. Weinberger David, Arcipelago Web, Sperling & Kupfer, 2002 “Il Web, com'è ormai noto a chiunque, ha consentito, grazie allo strumento del link, di sovvertire il concetto tradizionale di documento chiuso e di trasformare volumi una volta unitari in una raccolta di idee consultabile da parte dei lettori senza l'obbligo di seguire l'ordine precostituito dall'autore. Ciò che è accaduto ai documenti con l'avvento della Rete, è successo a tutte le istituzioni e i settori da essa interessati. In definitiva, è successo a tutti gli esseri umani: "gli isolotti dell'arcipelago web in realtà siamo noi, che stiamo unendoci gli uni agli altri in modi ancora da inventare, ma chiaramente labili e flessibili". Questo è il presupposto di fondo della teoria di Weinberger, uno degli autori di un testo cult sulla Net Economy (Clutrain Manifesto): teoria che procede con l'asserire, da tale premessa, un radicale cambiamento nel nostro agire sociale, non più condizionato dai vincoli del mondo reale.” Una delle letture più appassionate delle mie ultime vacanze natalizie. T. W. Bynum, J. H. Moor, La fenice digitale, Apogeo, 2000 Come cambia la filosofia con il computer: alcuni autori di fama internazionale ci spiegano come l'informatica e Internet stiano contribuendo a cambiare non solo l'insegnamento della filosofia, la sua diffusione e la sua conoscenza, ma lo stesso modo di "fare" filosofia, negli ambiti più diversi, dalla metafisica all'epistemologia, dalla filosofia delle discipline scientifiche all'etica, dalla logica all'intelligenza artificiale. Profondo. A volte troppo per chi, come me, è fatalmente attratto dalla superficialità. Riccardo Chiaberge, Navigatori del sapere, Raffaello Cortina, 1999 Che cosa significa, alle soglie del Duemila, essere “colti”? Di quale corredo di conoscenze abbiamo bisogno per affrontare le sfide del terzo millennio? L’inarrestabile avanzata delle tecnologie biologiche e informatiche, di Internet, della fisica e delle neuroscienze sovverte le nostre categorie ideali e morali, rende obsoleta la tradizionale dicotomia tra cultura umanistica e scientifica e impone un radicale ripensamento dei metodi educativi, delle professioni, dell’economia e della stessa organizzazione urbana. La cultura italiana, per il suo provincialismo e la sua impronta accademica e letteraria, non appare matura per questa grande transizione. In questo libro, una firma di primo piano del giornalismo intellettuale ci presenta dieci personalità del mondo scientifico e culturale internazionale (fisici, biologi, storici, economisti, sociologi, architetti e filosofi), con cui esplora i nuovi paradigmi intellettuali, le nuove idee che ci aiuteranno a navigare nel XXI secolo. Holton: Scienziati senz’anima? Wilson: La tecnometropoli; Kelly: Economia digitale; Penzias: Computer, cattivo maestro; Sen: Il futuro del welfare; Eco: Università da salvare; Gell-Mann: Specialista del tutto; Dahrendorf: Scaffale per il Duemila; Maddox: Il futuro della scienza. Un bel dibattito polifonico. Alcune riflessioni intriganti, altre… Ma è il destino ovvio – e positivo – dei testi antologici. Da tenere sullo scaffale e sorbire a piccole dosi.
Casalegno Federico (a
cura di), Memorie Quotidiane. Comunità e comunicazione nell'era delle
reti, Le Vespe, 2002 Un collage più o meno agile di riflessioni fatte da più o meno grandi esperti in materia. Interventi interessanti di Gianni Vattimo, Paul Virilio, Jean Baudrillard, Derrick De Kerckhove, Pierre Lévy, Sherry Turkle e altri. Scorrendo l’indice potrai trovare il tuo percorso di lettura e trarne le tue considerazioni in quanto i vari dialoghi, più che darci delle indicazioni precise su temi incerti, ci portano a pensare un fenomeno in costante cambiamento e sviluppo. Dertouzos Michael, La Rivoluzione Incompiuta, Apogeo, 2002 Ti piacerà questo libro. Almeno in parte. Michael Dertouzos è uno di quei cervelloni che hanno di fatto inventato il nuovo universo digitale. Prima della sua scomparsa (agosto 2001) Dertouzos era direttore del Laboratory for Computer Science del MIT (il laboratorio in cui sono nate gran parte delle idee alla base delle nuove tecnologie). E da uno come lui non ti aspetteresti la confessione di impacci e arrabbiature di fronte agli incidenti informatici che ci torturano quotidianamente: “Questo programma ha provocato un errore e sarà terminato…”. E invece, in questo suo ultimo libro, il guru del MIT si lancia in una crociata proprio contro queste apparecchiature nate per facilitarci la vita, ma che troppo spesso ci sembrano addirittura ostili, tanto sono complicate. La sua è un’analisi lucida dei motivi per cui la rivoluzione informatica è ancora incompiuta, e dei traguardi che bisogna raggiungere per portarla a compimento. Anche se l'analisi è impietosa, Dertouzos non era un catastrofista, ma uno scienziato impegnato e ottimista: il futuro di cui parla non è fantascienza, bensì una possibilità concreta e alla nostra portata: gli scenari che descrive non sono così avveniristici, impossibili allo stato attuale delle nostre conoscenze. E tutto ruota attorno a un'idea chiave: la tecnologia è ancora troppo orientata alle macchine, deve diventare invece antropocentrica, centrata sugli essere umani e sulle loro esigenze. Cooper Alan, Il disagio tecnologico, Apogeo, 1999 "Se Alan Cooper fosse stato presente al famoso corteo dell'imperatore attraverso la città , sarebbe stato il primo a urlare che l'imperatore era nudo, poi si sarebbe messo a far vedere a tutti come realizzare indumenti che fossero attraenti, economici e piacevoli da indossare. In questo libro Cooper lancia una sfida all'industria del software a tutti i livelli - da chi scrive il codice ai grandi manager - dimostrando il fallimento del software di oggi e indicando la strada verso pratiche di progettazione che possono fare la differenza. Parla sulla base di una ricchissima esperienza nel design del software e spiega i problemi in un modo così chiaro e così pratico che questo libro può dare idee preziose a qualsiasi lettore - anche a tutti coloro che hanno rapporti con l'industria del software solo in quanto utenti sconcertati." Dyson G.B. L’evoluzione delle macchine Da Darwin all’intelligenza globale, Raffaello Cortina, 2000 George B. Dyson, figlio del celebre fisico Freeman Dyson e grande divulgatore, sposa la causa dell'artificiale contro ogni timore che la tecnologia dei computer renda l'uomo ''antiquato''. Reinterpretando alcuni grandi pensatori (Hobbes, Darwin), analizzando le radici, vecchie di secoli, di innovazioni apparentemente moderne, Dyson racconta l'evoluzione dell'intelligenza meccanica collettiva. Oggi lo sviluppo della logica, dei grandi computer, della vita e dell'intelligenza artificiale consente di integrare le intuizioni del passato in una prospettiva, quella dell'''intelligenza globale'', che non è né solo umana né solo meccanica, costituendo una tappa inedita nell'evoluzione del nostro pianeta. Un po’ più tosto di un libro di Piero Angela. Ma altrettanto utile. Patricia Wallace, La psicologia di Internet, Raffaello Cortina, 2000 Perché nelle chat line spesso i partecipanti giocano a impersonare un ruolo? Quali sono le motivazioni che spingono a dare vita a legami di amicizia e di affetto on-line? E quale sarà il futuro delle relazioni “in rete”? A queste e altre domande risponde l’autrice. Mettendo in evidenza come Internet e la nostra esperienza del suo utilizzo siano ancora giovani, Patricia Wallace fornisce illuminanti tracce sui cambiamenti che il cyberspazio ha già prodotto nella psicologia individuale e collettiva e delinea gli scenari, talora inquietanti, del nostro futuro on line. Per gli amanti del genere. Donald A. Norman, Il computer invisibile, Apogeo, 2000 Ogni tecnologia ha un proprio ciclo vitale, questa la convinzione di Donald Norman, e le aziende e i relativi prodotti devono cambiare nel passaggio dall'adolescenza alla maturità. Purtroppo l'industria informatica crede ancora di vivere negli anni della sua ribellione giovanile, godendo della complessità tecnologica. I consumatori invece vogliono cambiare. Sono pronti per prodotti che offrano comodità, facilità d'uso, piacevolezza. La tecnologia dovrebbe essere invisibile, nascosta alla vista. In questo libro, Norman mostra perché il computer è così difficile da usare e perché tale complessità sia insita nella sua stessa natura. L'unica risposta, secondo Norman, sta nel ricominciare tutto da capo: i computer devono diventare come elettrodomestici, che elaborano informazioni anziché svolgere altre mansioni, in grado di rispondere alle esigenze e alle esistenze delle persone. Devono diventare semplici da usare come un televisore, una radio o il macinacaffè, strumenti diventati di uso così quotidiano che la tecnologia che incorporano è diventata per noi "invisibile". Le aziende devono cambiare il modo in cui sviluppano i propri prodotti. Devono iniziare a comprendere davvero la gente: prima i bisogni dell'utente, poi la tecnologia: l'opposto di quel che avviene oggi. Un classico. Simpatico, informato, chiaroveggente… in parte già superato dagli eventi. Pasquale Russo e Giovanna Sissa, Il Governo elettronico, Apogeo, 2002 Il sottotitolo del libro è "Manuale sull'uso del Web per le scuole e le pubbliche amministrazioni che progettano il futuro", ed è un manuale pensato per quello che gli americani chiamano l'e-government, l'uso della Rete nella pubblica amministrazione (e nelle scuole, istituti dotati ormai di autonomia amministrativa). Alcune curiosità. Qualche notizia utile. Spunti fondamentali per disquisizioni civiche. Rosanna De Rosa, Fare politica in Internet, Apogeo, 2000 Questo libro ripercorre l'itinerario attraverso cui la politica è entrata in contatto con le nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione, descrivendo i due modelli di democrazia in progress. Da un lato l'esperienza americana, con la sua tendenza a radicare la partecipazione in rete nella tradizione della democrazia comunitaria e repubblicana, secondo una logica bottom up; dall'altro l'esperienza europea, dove sono state soprattutto le istituzioni (Stato, regioni, comuni) a valorizzare nuove linee di comunicazione e partecipazione, secondo uno schema top down. Curiosamente Internet, un medium per natura definito anarchico, può diventare uno strumento di istituzionalizzazione politica. Le potenzialità di coinvolgimento e di informazione che la rete offre le permettono di proporsi come mezzo di interazione tra la democrazia diretta e quella rappresentativa, facendo intravedere ai cittadini la possibilità di svolgere un ruolo finalmente attivo. Restituire al cittadino il potere di controllo che gli è stato sottratto, e che egli stesso si è lasciato sottrarre, è un modo quindi di combattere la disaffezione politica. Scolastico (ma io sono prevenuto nei confronti dell’autrice!). T. Maldonado, Critica della ragione informatica, Feltrinelli, 1997 Se siete comunque veramente interessati alla riflessione socio-politica sulle nuove tecnologie non potete ignorare le profonde analisi di Tomas Maldonado, il mio vecchio e sempre venerato prof. di Progettazione Ambientale. In questo illuminante trattato, Maldonado affronta le problematiche legate alla globalizzazione della comunicazione informatica con la stessa lucida e disincantata razionalità con la quale in passato ha analizzato il design industriale ed i fenomeni urbanistici. Acuto, affascinante, profondo (ma io sono influenzato dall’amore per il vecchio maestro!). Marturano Antonio (a cura di), Etica dei media. Regolare la società dell'informazione, Franco Angeli, 2000 Realtà virtuale, internet, video-on-demand, genetica. Un comune denominatore tra questi settori disparati della tecnologia avanzata è l'informatica. La riflessione su questi aspetti della società post-moderna e post-industriale, non può fermarsi solo all'analisi sociale o tecnologica. I rapidi progressi che queste tecnologie stanno imprimendo alle nostre società post-industriali sollevano problemi di ordine morale. Il volume, diviso in due parti una epistemologica ed una etica, tenta di illustrare alcuni problemi di ordine etico-giuridico che emergono dall'uso di questi nuovi media che intrecciandosi tra di loro e con i tradizionali sistemi di comunicazione di massa come la televisione, danno luogo ad un complesso reticolo mediatico. L'etica dei media è una disciplina giovane e poco frequentata dal panorama culturale italiano, essa spazia dai problemi etici nella carta stampata fino ad arrivare a quei problemi emergenti nella società dell'informazione, passando per le ben note questioni sull'educazione e la televisione messi in rilievo dall'ultimo Popper. Quali sono le regole da imporre alla società dell'informazione? Devono essere di tipo mercantilistico o di tipo liberale? Quali sono i rischi che corriamo lasciando il cyberspazio alle pure regole del mercato? È meglio adottare regole di tipo giuridico oppure è meglio che i codici etici soppiantino nella rete i classici impianti regolamentativi statuali? Quali sono i limiti entro i quali possono essere utilizzati da terzi i dati personali, tra cui quelli relativi al proprio bagaglio genetico? Il libro tenta di rispondere in maniera succinta a queste domande, partendo da un solido impianto filosofico che appare evidente nella prima parte, con l'analisi del concetto di realtà virtuale, nozione che gioca un ruolo importante nel resto del libro. Nella seconda parte la prospettiva filosofica viene aiutata da analisi e valutazioni provenienti dalla sociologia, dall'informatica, dal diritto e dall'economia che danno al lavoro uno sbocco multidisciplinare non privo di originali spunti. Per gli amanti delle riflessioni filosofiche. Io lo sto assorbendo a piccole dosi. Mafe de Baggis, Le tribù di Internet, Hops Libri, 2001 Le tribù di questo libro sono aggregazioni di persone unite da interessi. Internet è uno straordinario strumento per la creazione di “tribù” e le tribù possono essere, a volte, straordinari strumenti di marketing. Se volete vendere qualcosa, promuovere un marchio, costruire o rifare un’immagine per un’azienda o un’istituzione, questo libro vi offre un aiuto concreto e competente. Ma anche se non avete niente da vendere o da promuovere – nemmeno il POF della vostra scuola – potete trarre giovamento intellettuale da queste pagine che delineano una fase sociologica possibile, forse probabile. Può piacere. Bolter Jay David, Lo spazio dello scrivere. Computer, ipertesto e la ri-mediazione della stampa, Edizioni Vita e Pensiero, 2002 Il testo “costituisce ormai un classico della letteratura scientifica sulle nuove tecnologie della comunicazione. Uscito originariamente nel 1991, il principale lavoro di Bolter viene qui ripresentato in seconda edizione, completamente riveduta e aggiornata. Il libro non si limita a passare in rassegna i nuovi mezzi, alla luce dei processi di digitalizzazione e dell'esplosione del world wide web, ma ne indaga le radici culturali, portando alla luce i debiti che le tecniche più avanzate hanno contratto con l'intera riflessione filosofica sul significato della scrittura, della memoria e dell'arte. Linguistica e semiotica, sociologia e antropologia offrono all'autore una serie di strumenti interpretativi, di cui la ricerca si avvale in un percorso complesso e denso di suggestioni. Il mondo di meraviglie di bit e silicio in cui Bolter ci guida è presentato in una prospettiva pienamente umanistica, in cui tutto ciò che l'uomo crea (anche quanto sembra allontanarsi per vivere di vita propria) svela qualcosa del suo pensiero e della sua sensibilità.”
Robert Cailliau, James
Gillies, Com'è nato il Web, Baldini & Castoldi, 2002 Riccardo Staglianò, Circo Internet. Manuale critico per il nuovo millennio, Feltrinelli, 1997. “Al di là delle chiacchiere (si scrive di Internet più di quanto si stia in Internet, almeno in Italia), la grande rete ha già cambiato i modi di intendere e di praticare la società, la politica, l’economia, le relazioni umane, l’istruzione. Se avete ancora dei dubbi, o delle resistenze, fatevele fugare da queste simpatiche paginette.” (Maragliano) Vecchiotto, ma non impotente. Max D’Ambrosio e Bernardo Parrella, Web – Multimedia; la comunicazione multimediale dai graffiti a Internet: storia, strategie e tecniche, Apogeo, 1998 Interessante soprattutto la prima parte che mette in luce le radici della multimedialità (Richard Wagner, il Bauhaus, John Cage, Lauri Anderson… Picasso, Rauschenberg, David Em… Brian Eno, Frank Zappa…); didascalica ed un po’ scontata – per gli addetti ai lavori – la seconda parte. Una manualetto comunque utile. Da tenere sullo scaffale per fugaci consultazioni. Franco Carlini, Internet, Pinocchio e il gendarme. Le prospettive della democrazia in rete, Il manifesto, 1996 Vecchio, ma ancora capace di punzecchiare. Stile giornalistico. Informazione ed ironia. Inquietudini politiche di ieri e, in buona misura anche di oggi. Molte delle supposizioni fatte allora (7 anni sono mezzo secolo per la rete), si stanno incarnando ed i timori aumentano. Per gli amanti della riflessione politica. Si può leggere a scampoli, come un breviario laico. Alcune litanie sono usurate. Alcune riflessioni sono ancora illuminanti. Alberto Abruzzese, Analfabeti di tutto il mondo uniamoci, Costa & Nolan, Genova 1996. “L’invito è a liberare la componente non alfabetica, meglio anti-alfabetica, rimossa da una cultura che lega il lettore all’autorità del testo, ma continuamente messa in scena dai percorsi reticolari del sapere della tarda modernità. Nella cornice tecnologica della multimedialità si rende visibile ed operante una nuova soggettività, antindustriale e antimoderna.” (Maragliano) Quasi un classico. Con qualche correzione può essere utile anche al dibattito attuale. Mark Stefik, Internet Dreams. Archetipi, miti e metafore, Utet, Torino 1997. “Una serie di contributi su Internet, organizzati attorno a quattro grandi metafore, vecchie quanto il mondo: il custode del sapere, il comunicatore, il mercante, l’avventuriero. Il che rimanda, dentro il nuovo territorio, agli archivi elettronici, alla messaggistica personale, al commercio digitale di cose e pensieri, alle trasformazioni dell’esperienza nella direzione del virtuale.” (Maragliano) Sembra molto interessante, ma…. Devo ancora leggerlo. Se lo leggete prima voi… fatemi sapere. Sherry Turkle, La vita sullo schermo, Apogeo, Milano 1997. “Vita reale e vita sullo schermo non sono mondi distinti e separati. Le macchine, soprattutto i computer, ci fanno pensare il mondo (e la nostra presenza in esso) in modi nuovi: investendo le sfere dei rapporti interpersonali, della politica e del sesso, delineano orizzonti estremi e mobili per l’esercizio delle identità personali.” (Maragliano) Un classico da sbirciare in biblioteca. Krug Steve, Don't make me think! Un approccio di buon senso all'usabilità web, Hops, 2001
E' praticamente certo:
nessuno tornerà sul vostro sito se è troppo difficile da usare.
Pirillo Chris, E-mail
Publishing. Email Marketing, Newsletter e comunità virtuali, Hops, 2001 Emanuele Pirella, Il copywriter. Mestiere d'arte, Il Saggiatore, 2001
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