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agati mario Avviso ai
naviganti del Wild Web School
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Il più bello dei mari è quello che non abbiamo ancora navigato. (Nazim Hikmet)
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Frammenti più o meno significativi strappati al loro contesto dottorale e spalmati ad orecchio sul monitor di un computer. Frullati di argomentazioni disparate. Perle di saggezza che cortocircuitano fra di loro. E che magari provocano i lampi di altri frammenti amorosi. I vostri. Le paginette che seguono sono solo una pallida parvenza di ciò che vorrebbe essere e forse un giorno sarà. Un ipertesto anarchico e dissoluto. Uno zibaldone di quasi pensieri fra i quali navigare. Faremmo meglio a prestare più attenzione al futuro perché è proprio lì che vi trascorreremo il resto della nostra vita. Fugge tra selve spaventose e scure, per lochi inabitati, ermi e selvaggi. Il mover de le frodi e di verzure, che di cerri sentia, d’olmi e di faggi, fatto le avea con subite paure trovar di qua di là strani viaggi. (Ariosto, Orlando Furioso) Stiamo viaggiando verso una nuova epoca, nella quale una porzione crescente dell’esperienza dell’uomo verrà acquistata attraverso l’accesso a reti poliedriche nel cyberspazio (J, Rifkin) La Biblioteca è totale, e i suoi scaffali registrano tutte le possibili combinazioni dei venticinque simboli ortografici, cioè tutto ciò ch’è dato di esprimere, in tutte le lingue (J. L. Borges) Pel bosco Ferraù molto s’avvolse, e ritrovassi al fine onde si tolse. (Ariosto, Orlando Furioso) L’intero problema si riduce a questo: la mente umana è in grado di dominare ciò che ha creato? (Paul Valéry)
C’era un volta un bambino che nasceva ogni giorno. E non appena volgeva lo sguardo su un oggetto, si trasformava in esso. (W. Whitman)
Noi facciamo le nostre
tecnologie, i nostri oggetti; ma a loro volta i nostri oggetti plasmano noi.
(S. Turkle) Già da quattro secoli gli uomini affaticano gli esagoni(J. L. Borges) L’importante non è più sapere qualcosa, ma sapere in che modo accedere alle conoscenze ed elaborarle. (D. De Kerckhove). L’ha cercata per Francia: or s’apparecchia Per l’Italia cercarla e per Lamagna, per la nuova Pastiglia e per la vecchia, e poi passare in Libia il mar di Spagna… (Ariosto, Orlando Furioso) Se le macchine pensano, io sono una macchina e so pensare. (Marvin Minsky) Quanto alla memoria, forse la dobbiamo considerare perduta se fluttua tutta intorno a noi anziché deteriorarsi nel nostro cervello? (D. De Kerckhove) Nella cultura della simulazione, non conta il modo in cui il computer risolve i suoi problemi: quello che importa è che esso risolva i nostri. (S. Turkle) E mentre or quinci or quindi invano il passo Movea, pien di travaglio e di pensieri… (Ariosto, Orlando Furioso) Il computer è una macchina per simulazione. Il mondo della simulazione è il nuovo palcoscenico su cui recitiamo le nostre fantasie, sia emotive che razionali. (S. Turkle) …visae correptus imagine formae spem sine corpore amat, corpus putat esse, quod umbra est. (Ovidio) Una cosa è adorare un’immagine: un’altra imparare una storia edificante per mezzo delle immagini. Perché ciò che la scrittura insegna al lettore, le immagini insegnano all’illetterato, a colui che può imparare solo vedendo: nelle immagini l’ignorante vede la storia che deve seguire… (Gregorio Magno) Praticamente tutto ciò che i nostri occhi vedono è comunicazione visiva: una nuvola, un fiore, un disegno tecnico, una scarpa, un manifesto, una libellula, una bandiera. (B. Munari) Tutti cercano il van... (Ariosto, Orlando Furioso) L’universo non è semplicemente più strano di quanto immaginiamo. È anche più strano di quanto siamo in grado di immaginare. (J. B. S. Haldane) Accade spesso, troppo spesso, che un’esperienza di simulazione non apra interrogativi, ma li chiuda. (S. Turkle) Ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia. (A. C. Clarke)
I giochi di simulazione non sono semplicemente degli oggetti per pensare al mondo reale: ci inducono anche a riflettere sul fatto che il mondo reale è diventato esso stesso un gioco di simulazione (S. Turkle) …e così stanno, che non si san partir di quella gabbia; e vi son molti, a questo inganno presi, stati le settimane intiere e i mesi. (Ariosto, Orlando Furioso) Bisogna mettere gli insegnanti di una stessa scuola in rete; bisogna mettere le classi di una stessa scuola in rete; bisogna mettere le scuole in rete. (Pescatore Siracusano) Una testa ben fatta vale più di una testa piena. (Montagne) Al centro del processo educativo c’è sempre e solo il docente; il computer è soltanto un formidabile scatolone dalla natura interattiva e rivoluzionaria, ma che deve essere riempito di contenuti. (M. Gasperetti) L’impiego di computers può contribuire a ridurre i momenti di serialità e ripetitività dell’insegnamento, facilmente sostituibili da sistemi informatici didattici. (ISRIL) L’insegnamento a distanza offre tutte le informazioni, tutti i fatti, tutta la noia di un’aula scolastica normale, senza però il suo clima, senza l’impegno che la presenza di un professore impone, senza alcun piacere. (C. Stoll) Faust on line non è meglio di Faust off line. Entrambi arriveranno alla stessa conclusione: a Margherita. (D. De Kerckhove) Il rifornimento personalizzato presso gigantesche banche dati di informazione e conoscenze rischia di sommergere l’umanità sotto i flutti di sapere sbriciolati, frammentati, molecolari. (F. Frabboni) Ogni tanto prendono il libro più vicino e lo sfogliano, in cerca di parole infami. Nessuno, visibilmente, si aspetta di trovare nulla (J. L. Borges) …di selva in selva dal crudel s’invola, e di paura triema e di sospetto: ad ogni sterpo che passando tocca, esser si crede all’empia fera in bocca. (Ariosto, Orlando Furioso) La letteratura elettronica esiste e alcuni videogiochi ne sono già un ottimo esempio, in quanto uniscono le tecniche narrative del romanzo a quelle del cinema, integrandole con una massiccia dose d’interazione. (A. Anichini) Gli artifici tipografici spinti all’estremo e con grande audacia, hanno il vantaggio di generare un lirismo visivo praticamente sconosciuto prima della nostra epoca. Questi artifici possono andare ancora più lontano e consumare la sintesi delle arti, della musica, della letteratura e della pittura. (G. Apollinaire) La perfezione si raggiunge quando non c’è più niente da togliere. (Massima Zen) Il nuovo mezzo non sostituisce i vecchi: li arricchisce. Pensare che le interviste via Internet possano eliminare le interviste face to face è un po’ come pensare che le telefonate erotiche possano eliminare il sesso face to face. (F. Cook) Il movimento sociale californiano ‘Computer for the People’ ha voluto mettere la potenza di calcolo dei computer nelle mani degli individui liberandoli dalla tutela degli informatici di professione.” (P. Lévy) Grazie alla teledidattica gli studenti potranno collaborare tra di loro e nello stesso tempo progredire secondo i propri ritmi: idioti e sapienti, d’ora in poi, potranno seguire percorsi separati. (D. De Kerckhove) Ciò che mi dà i brividi è il clima culturale che circonda il computer. Mi preoccupa l’ingenua credulità nelle vuote promesse dei sacerdoti dell’informatica. Mi intristisce la cieca fede in una tecnologia che, promette, si trasformerà in una cornucopia di beni distribuiti gratuitamente, ( (C. Stoll) Non é per dirti qualcosa che ti sto chiamando, né perché credo che tu abbia da dirmi qualcosa. Ci telefoniamo solo perché nel chiamarci a lunga distanza, in questo cercarci a tentoni attraverso cavi di rame sepolti, relais ingarbugliati, vorticare di spazzole di selettori intasati, in questo scandagliare il silenzio e attendere il ritorno d'un eco, si perpetua il primo richiamo della lontananza, il grido di quando la prima grande crepa della deriva dei continenti s'é aperta sotto i piedi di una coppia d'esseri umani e gli abissi dell'oceano si sono spalancati a separarli mentre l'uno su una riva e l'altra sull'altra trascinati precipitosamente lontano cercavano col loro grido di tendere un ponte sonoro che ancora li tenesse insieme e che si faceva sempre più flebile finché il rombo delle onde non lo travolgeva senza speranza. (I. Calvino) In ogni società si sviluppano tecniche diverse destinate a fissare la catena fluttuante dei significati, in modo da combattere il terrore dei segni incerti… (R. Barthes) Marmellata domani e marmellata ieri; mai però marmellata oggi. (L. Carroll) Nel Ventesimo secolo sono esplose tre grandi bombe: la bomba demografica, la bomba atomica e quella delle telecomunicazioni. (A. Einstein) Bombardati da questa torrentizia pioggia comunicativa, l’uomo e la donna di questa contrada storica difficilmente saranno in grado di cogliere e allacciare i fili di una colossale matassa cognitiva. (F. Frabboni) Il fatto che il cinema e la musica siano anche industrie, e che se ne faccia mercato, non impedisce di fruirne o parlarne in una prospettiva culturale o estetica. Dunque, non si vede perché lo sfruttamento economico di Internet, o il fatto che non tutti per il momento vi abbiano accesso, debba costituire di per sé una condanna della cybercultura. (P. Lévy) Oggi assistiamo al secondo diluvio universale: il diluvio delle informazioni. (R. Ascott)
Noi ci allegrammo, e tosto tornò in pianto; ché de la nova terra un turbo nacque e percosse del legno il primo canto. Tre volte il fé girar con tutte l'acque; a la quarta levar la poppa in suso e la prora ire in giù, com'altrui piacque, infin che '1 mar fu sovra noi richiuso». (Dante, Inferno)
È dal volume di dati di cui l’uomo dispone che la nostra epoca trae un sentimento immeritato di superiorità, mentre il vero criterio poggia sulla misura in cui l’uomo sa plasmare e padroneggiare le informazioni che possiede. (Goethe) Se presi singolarmente e isolati da un quadro logico-formale di insieme, i nuovi alfabeti potrebbero concedere via libera a un’erudizione dai contorni magici, irrazionali, superstiziosi. (F. Frabboni) Affermano gli empî che il nonsenso è normale nella Biblioteca, e che il ragionevole (come anche l’umile e semplice coerenza) vi è una quasi miracolosa eccezione (J. L. Borges) Ogni vita è un’enciclopedia, una biblioteca, un inventario di oggetti, un campionario di stili, dove tutto può essere continuamente rimescolato e riordinato in tutti i modi possibili. (I. Calvino) Altri fiumi, altri laghi, altre campagne Son là su, che non son qui tra noi; altri piani, altre valli altre montagne, c’han le cittadi, hanno i castelli suoi… (Ariosto, Orlando Furioso) Il medium è il messaggio. (M. Mc Luhan) La crescita della cybercultura è alimentata da una dialettica dell’utopia e del business, in cui ciascuno cerca di giocare l’altro senza che, per il momento, vi sia nessun perdente. (P. Lévy) I governi non possono fermare questa rivoluzione, perché è una rivoluzione mondiale, di cui troppa gente ha la conoscenza necessaria. Censura e regolamentazione non avranno efficacia, perché il progresso dei sistemi di evasione sarà sempre di gran lunga in anticipo rispetto a coloro che stanno tentando di limitarlo. (A. Gorz) Che tristezza quelle aulette grigie zeppe di computer grigi addossati a pareti grigie. È il bambino che traccia le traiettorie del viaggio, naviga attraverso le culture, le lingue, le immagini, i sogni. È il bambino della tribù, piccolo principe, segnale evidente della mobilità mentale come scelta di vita. È lui il vero nobile che ha varcato le frontiere della civiltà digitale. È lui a rimandare ala necessità di un nomadismo educativo da ri-generare… (G. Fiorentino.) Volgon pel bosco or quinci or quindi in fretta… (Ariosto, Orlando Furioso) Per fare un bel viaggio in automobile è necessario conoscere prima valvole, pistoni, spinterogeno e generatore? Per fare un bel viaggio col computer è necessario conoscere BIOS, BUS, DOS, DIMM, SIMM? Le relazioni fra oggetti intelligenti generano intelligenza. (H. Bey) Questa merce rara (l’informazione) si preparerà sotto forme malleabili o commestibili, si distribuirà ad una clientela sempre più numerosa; diventerà cosa di commercio, cosa che si esporta, cosa infine che si imita e si riproduce un po’ dappertutto. (Paul Valéry) Parti stupide, debitamente collegate, producono risultati brillanti. (H. Bey) Non si può sottovalutare il molteplice. Il diluvio delle informazioni non si placherà mai. L’arca non si poserà sul monte Arat. Il secondo diluvio non avrà fine. Non c’è alcun fondo solido sotto l’oceano delle informazioni. Dobbiamo accettarlo come nostra nuova condizione. Ai nostri bambini insegneremo a nuotare, a stare a galla, forse a navigare. (P. Lévy) Le lacrime e i sospiri degli amanti, l’inutil tempo che si perde a gioco, e l’ozio lungo d’uomini ignoranti, vani disegni che non han mai loco, i vani desidèri sono tanti, che la più parte ingombran di quel loco… (Ariosto, Orlando Furioso) Prof.: il mio computer è morto! (Maria Vittoria, Prima C) Giudicandoli dal loro tasso di crescita, i tamagotchi potrebbero essere dei normali animali d’allevamento. (H. Bey) Siccome non si può impedire ad una bolla di sapone di scoppiare, si può solo imparare a fare delle bolle di sapone più velocemente. (K. Kelly) Viviamo in un eterno presente, ma il tempo resta più forte di noi. Ormai sono i computer a fare i computer: ci stanno estromettendo dalle loro fabbriche automatizzate. Un giorno le nostre creature artificiali potrebbero perfino diventare così complesse e dotate di intenzionalità che alcuni di noi si preoccuperanno della loro vita e della loro morte. (G. J. E. Rawlins) Vide serpi con faccia di donzella, di monetieri e di ladroni l’opra… (Ariosto, Orlando Furioso) Questo programma ha eseguito un’operazione non valida e sarà terminato. (Bill Gates?) Un insegnante bravo è bravo anche se non sa usare il computer. Un insegnante somaro, è somaro nonostante sappia usare il computer. Pensare costa energia, certo, ma non molta. Il computer più sofisticato, il nostro cervello, consuma solo dieci watt di potenza (un decimo di una lampadina da cento watt). (G. J. E. Rawlins) Chi parla non pensa. Ed oggi si parla troppo. (P. Ottone) I professori del futuro saranno degli internauti specializzati. (P. Fabbri)
Troppa informazione si annulla (Information Overload)… In trentacinque anni Jules Verne scrisse su ogni sorta di assurdità: sottomarini, aereoplani, televisione, telefono, apparecchi per fax, metropolitane, missili teleguidati, sbarchi sulla luna, sedie elettriche. Ma una macchina in grado di eseguire un lavoro mentale? Era davvero troppo assurdo anche per Verne. (G. J. E. Rawlins) Bisogna combattere l’integralismo informatico. Se il mondo è in fiamme, tanto vale prendere una tanica di benzina e divertirsi un po’. (J. C. Herz) Il computer è scuola di vita, perché ci insegna come è la realtà di oggi e, in buona misura, come sarà quella di domani. Il computer è come Stargate, la porta delle stelle. È la porta di accesso al presente e al futuro. Chi varca la porta entra nel presente e nel futuro. Chi non la varca rimane al di qua. (D. Parisi) Si è verificato un errore irreversibile in xxxx:yyyy. Che ne è rimasto di tutte quelle ore passate ad imparare il DOS? Cosa rimarrà di tutte queste ore passate ad imparare Windows? (A.Calvani) An Error Occured [MEM - memory error] Vorrei sapere cosa se ne fa tanta gente di un orizzonte allargato… (K. Kraus, 1912) Migliaia di prodotti, dai biglietti augurali alle lavatrici, contengono microchip; tutto quello che ci circonda è più intelligente. (J. Rifkin) La cosa più difficile da comprendere è questa: Internet non è una cosa, non è un’entità, non è un’organizzazione. Nessuno ne è proprietario. Nessuno la gestisce. Internet è… tutti i computer connessi. (J. Gleick) Le reti elettroniche abbattono mura e oltrepassano confini. (J. Rifkin) Non va per l’aria altro animal si snello, che di velocità gli fosse uguale: credo ch’a pena il tuono e la saetta venga in terra dal ciel con maggior fretta. (Ariosto, Orlando Furioso) L’atto centrale dell’era a cui ci stiamo affacciando è il connettere tutto con tutti. (K. Kelly) La contaminazione dei linguaggi, dei generi e delle conoscenze è ariosa e, qualche volta, esilarante. Venite a respirare un po’ con me. (www.carmenconvito.com) Pensai a un labirinto di labirinti, a un labirinto sinuoso e crescente che abbracciasse il passato e l’avvenire, e che implicasse in qualche modo anche gli astri(J. L. Borges) Oggi sulla rete ci sono 5 miliardi di pagine web, non basterebbe tutta la nostra vita davanti a uno schermo di PC per vederne lo 0,2%, neppure un milionesimo delle informazioni contenute del World Wide Web, la nuova pelle elettronica del pianeta. (M. Décina) Proprio in un mondo nel quale l’overload d’informazione rischia di sommergerci abbiamo sempre più bisogno di tanti Teseo in grado di aiutarci a trovare il filo di Arianna. (M. Governo) Confuso e lasso d’aggirarsi tanto, s’avvide che quel loco era incantato… (Ariosto, Orlando Furioso) …sì come colui che leggerissimo era, prese un salto e fu gettato dall’altra parte, e sviluppatosi da loro se ne andò (G. Cavalcanti) Sebbene per noi sia difficile da credere, più della metà della popolazione mondiale non ha mai usato il telefono. (J. Rifkin) Trovare un modo per preservare e stimolare la diversità delle culture – cioè della linfa vitale della civiltà – in un’economia di reti globali sempre più fondate sull’accesso a pagamento a esperienze culturali, sarà una delle questioni politiche prioritarie del nuovo secolo. (J. Rifkin) Oggi le imprese spaziali hanno perso il loro appeal mediatico, proprio perché lo spazio virtuale è subentrato allo spazio cosmico nel ruolo di finta frontiera. (C. Formenti, parafrasando P. Virilio) Già non è facile fare i conti con la realtà, ancor più difficile sarà confrontarsi con l’inquietante ossimoro della realtà virtuale… Il sentiero scendeva e si biforcava, tra i campi già confusi (J. L. Borges) Finora il presente era un attimo che ci coglieva d’improvviso e svaniva con la stessa rapidità, il progetto ne preparava l’apparizione, la memoria ne custodiva la persistenza. In una società fondamentalmente ludica, però, tendiamo a vivere una serie di attimi, che non costituiscono più una catena tra futuro e passato ma si concludono in sé sostituiti da altri attimi in una fuga senza fine e senza senso; l’attimo fuggente che si voleva fermare è stato sostituito da una sequenza di istantaneità che hanno dilatato il presente fino a farne una permanente dimensione esistenziale. (E. Scalari) Poi monta il volatore, e in aria s’alza Per giunger di quel monte in su la cima… (Ariosto, Orlando Furioso) Il tempo è la nostra risorsa più scarsa. Meno tempo abbiamo, più la nostra attenzione si riduce. Scrivi in modo semplice, con titoli, paragrafi e frasi brevi. Vai al punto. Poi fermati. (G. McGovern) Nel computer per la prima volta le parole sono diventate degli utensili che in sé e per sé fanno sì che le cose succedano. (D. Koansky) La parola è importante, anzi importantissima, ma scopre di poter vivere meglio dentro un continuum di linguaggi. Per essere più libera, ha da cedere l’esclusiva. (F. Carlini) La rapidità e la concisione dello stile piace perché presenta all’anima una folla di idee, così rapidamente succedentesi, che paiono simultanee, e fanno ondeggiare l’anima in una tale abbondanza di pensieri, o di immagini e sensazioni spirituali, ch’ella non è capace di abbracciarle tutte, e pienamente ciascuna, o non ha tempo di restare in ozio, e priva di sensazioni… (I. Calvino) Il sistema non risponde o è occupato. Premere un tasto per continuare. Alcune stagioni fa portai mio figlio Matteo a vedere la sua prima partita allo stadio. Era Inter-Como. Dopo pochi minuti Rummenigge fece una spettacolare sforbiciata a mezza altezza che mandò il pallone a sibilare di poco sopra la traversa. Passarono alcuni istanti e Matteo mi chiese: “Ma papà, come mai non la fanno rivedere?” (M. Fini) È qui che ci troviamo adesso. E questa è la nostra versione “ultimo modello” del futuro. (J. C. Herz) Tanto è il desir che di veder lo incalza, ch’al cielo aspira, e la terra non stima. De l’aria più e più sempre guadagna… (Ariosto, Orlando Furioso) Poi riflettei che ogni cosa, a ognuno, accade precisamente, ora. (J. L. Borges) La realtà virtuale è l’arma finale dell’imperialismo yankee, strumento di una strategia fatale capace di regalare all’America un’egemonia ancora più schiacciante di quella che già le garantisce il suo strapotere economico e militare. (C. Formenti, parafrasando P. Virilio) Imparare molto, non insegna a capire… (Eraclito) La cosa più intensa di Missile Command era quello strano momento di follia verso la fine - quando i missili balistici intercontinentali stavano piovendo giù e sapevi di essere quasi sul punto di perdere - che era il massimo di euforia. Perché sapevi che stavi per morire, di essere a pochi secondi di distanza da quando tutto diventa buio. Morirai fra tre secondi. Morirai in questo istante. Stai morendo. Sei morto. E allora ti guardavi le belle esplosioni. E dopo lo spettacolo di fuochi di artificio, bastava premere il pulsante ed eri vivo di nuovo, con le tue debolezze, fino alla prossima collisione. Non stavi giocando solo con delle lampadine colorate. Stavi giocando col concetto di morte. (J. C. Herz)
Come il bosco
assordato dal cinguettio degli uccelli, il nostro pianeta vibra di
conversazioni realizzate o tentate, di trilli di suonerie, del tinnire d'una
linea interrotta, del sibilo d'un segnale, di tonalità, di metronomi; é il
risultato di tutto questo é un pigolio universale, che nasce dal bisogno
d'ogni individuo di manifestare a qualcun altro la propria esistenza, e
dalla paura di comprendere alla fine che solo esiste la rete telefonica,
mentre chi chiama e chi risponde forse non esistono affatto. (Italo Calvino) Mi parve che l’umido giardino che circondava la casa fosse saturo all’infinito di persone invisibili (J. L. Borges) Il computer non è la panacea, soprattutto in educazione e gli insegnanti dovrebbero diffidare dei molti “venditori” che sbandierando fantomatiche ricerche psicopedagogiche, assicurano risultati prodigiosi. (M. Gasperetti) I nati col joystick in mano sono avvantaggiati. (J. C. Herz) Credeva in infinite serie di tempo, in una rete crescente e vertiginosa di tempi divergenti, convergenti e paralleli (J. L. Borges) La scuola non deve per forza diventare un universo ipertecnologico, ma può – e forse deve – diventare un luogo dove libro, computer e rane possono convivere più o meno pacificamente. Perché è scomparso il piacere della lentezza? Dove mai sono finiti i perdigiorno di un tempo? Dove sono quegli eroi sfaccendati delle canzoni popolari, quei vagabondi che vanno a zonzo da un mulino all’altro e dormono sotto le stelle?(Milan Kundera) Noi siamo oggi affascinati dagli strollers, gli avventurieri del web, i vagabondi della rete, i moderni cacciatori di tesori… (M. Rotta) Tutto abbandonò per comporre un libro e un labirinto (J. L. Borges) E si sciolse il palazzo in fumo e in nebbia. (Ariosto, Orlando Furioso)
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