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Al di lą dei trionfalistici proclami ministeriali e di alcuni sondaggi birichini, la rivoluzione
informatica ha solo lambito le mura scolastiche.
Cumuli di tecnologia digitale dalle
inespresse potenzialitą giacciono in oscuri magazzini riverniciati da
laboratori. Le scuole sono in rete solo nei discorsi dei nostri
dirigenti. E nelle aule allineate e coperte si perpetua il rito dei
graffiti sulla lavagna.
Questi testi nascono dalla mia faticosa
militanza nel campo delle (ex) nuove tecnologie applicate alla
didattica. Una militanza tesa a diffondere l'idea che, per adeguarci
al nuovo mondo, č necessario un investimento culturale pił che
economico.
Dobbiamo insieme rivedere il modo di
leggere, scrivere e pensare.
Da qui l'idea di offrire qualche
consiglio bibliografico e brandelli di riflessioni da cui ripartire.
buon viaggio.
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